venerdì 11 settembre 2026

Cosa c’entra Benito Mussolini con la smagliante isola greca di Corfù, la mia isola preferita?

 


Corfù è un’isola greca sospesa tra il tacco d’Italia e la Grecia, al confine con l’Albania che si distacca dall’immaginario classico greco: 

a Corfù non ci sono casette bianche e blu a picco sul mare, ma una splendida vegetazione mediterranea e un mare cristallino.


Corfù è un’isola dalla smagliante bellezza con una palette tra il verde e il blu dove la ricca vegetazione mediterranea incontra le celebri e profonde sfumature turchesi del mare, una terra intrisa di mitologia antica, archeologia, storia, arte, filosofia.


Corfù è un crocevia di civiltà nel Mar Ionio,
la cui identità unica

 è stata plasmata nei secoli da 

dominazioni greche, romane, bizantine, veneziane,

francesi e britanniche.



Gli italiani a Corfù vantano un legame storico profondo che unisce la dominazione veneziana, le vicende del Novecento e il turismo o le residenze di oggi.  

Corfù è una delle mete turistiche estive più amate dai

viaggiatori italiani in Grecia.


Molti italiani scelgono l'isola per le vacanze, per comprare

casa o persino per trasferirsi da pensionati.

Zone come Kavos sono sconsigliate dai viaggiatori italiani per via di un turismo quasi esclusivamente britannico. 



I greci vedono generalmente gli italiani come un popolo fratello, caloroso e molto simile a loro, riassumendo spesso questo legame con il famoso detto popolare «una faccia, una razza» che indica l’istintiva percezione di appartenere alla stessa radice mediterranea.

Il legame di fratellanza e le origini condivise fanno che i greci sentono una forte vicinanza culturale e storica con l'Italia. 

Nelle isole e nelle città greche, i turisti italiani sono visti come ospiti graditi, calorosi e loquaci. 



Corfù è rimasta sotto il dominio della Repubblica di Venezia per oltre quattrocento anni, dal 1386 al 1797. 

Questa influenza ha lasciato segni evidenti nell'architettura della Città Vecchia, nella lingua e nella cultura locale.  



Nel 1941 migliaia di italiani vivevano sull'isola. 

A seguito degli eventi del 1943 e del ritorno all'amministrazione greca nel

1944, la comunità subì tragici eventi di cacciata e deportazione.

 


Non tutti sanno che Benito Mussolini nel 1923 provocò uno dei primi atti di forza della politica estera fascista, un atto che consacrò l'immagine di Mussolini come leader forte e determinato.

La crisi e l’occupazione di Corfù del 1923 fu una grave crisi internazionale in

cui Benito Mussolini ordinò il bombardamento e l'occupazione militare 

dell'isola greca in seguito all'assassinio del generale

 italiano Enrico Tellini.



Il generale Enrico Tellini, capo di una missione internazionale per definire il confine greco-albanese, fu ucciso in territorio greco insieme al suo stato maggiore nell’agosto del 1923.

Mussolini, salito al potere da pochi mesi, colse l'occasione per dare una dimostrazione di forza nazionalista. 



L'Italia inviò un ultimatum durissimo alla Grecia,

 chiedendo scuse ufficiali, un risarcimento di 50 milioni di

 lire e la pena di morte per i colpevoli.

Di fronte alle risposte ritenute parziali da parte di Atene, Mussolini ordinò alla

 Regia Marina di bombardare e occupare l'isola di Corfù il 31 agosto 1923,

 provocando anche vittime tra i civili e i profughi.

La Grecia si rivolse alla Società delle Nazioni, ma Mussolini minacciò il ritiro dell'Italia dall'organizzazione.

La crisi fu infine risolta grazie alla Conferenza degli Ambasciatori: l'Italia

 ottenne un risarcimento finanziario da parte della Grecia e acconsentì a sgomberare l'isola di Corfù il 27 settembre 1923.


L'episodio consacrò l'immagine di Mussolini come leader

 deciso e mostrò i primi limiti della Società delle Nazioni.

Il generale italiano Enrico Tellini nacque a Castelnuovo di Garfagnana nel 1871 e morì a Giannina (Grecia) il 27 agosto 1923. 

Ufficiale del Regio Esercito, partecipò alla prima guerra mondiale raggiungendo il grado di generale di brigata. 

Nel 1923 fu incaricato dalla Conferenza degli Ambasciatori di guidare la commissione internazionale incaricata di definire il confine tra la 

Grecia e l'Albania.

L'eccidio e la crisi di Corfù : Il 27 agosto 1923, Tellini fu assassinato insieme ai membri del suo stato maggiore in territorio greco, in un agguato lungo la strada tra Giannina e il confine albanese, in circostanze mai del tutto chiarite.

Benito Mussolini utilizzò l'omicidio come pretesto per inviare un duro ultimatum alla Grecia e ordinare il bombardamento e l'occupazione militare dell'isola di Corfù, segnando in questo modo uno dei primi atti di forza della politica estera fascista.

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