L'Amerigo Vespucci, il mitico veliero che salpa i mari con maestà, è una Nave Scuola per futuri ufficiali di Marina.
Ecco qui svelati i segreti e le
curiosità della Nave Scuola Amerigo Vespucci, senza dubbio la nave più bella
del mondo.
Siamo sulla Nave Scuola
Amerigo Vespucci, lo splendido veliero che dal 1931 è uno dei fiori
all'occhiello della Marina Militare italiana.
UN PO' DI STORIA
Benvenuti a bordo, vento in poppa
e mare calmo!
Varata il 22 febbraio 1931 nei
cantieri navali di Castellammare di Stabia, vicino a Napoli, l'Amerigo
Vespucci ha formato generazioni di ufficiali, compiendo più di 70 campagne
d’istruzione in giro per il mondo. Nel 2018, ha oltrepassato il Circolo polare
Artico.
Il ruolo di quest splendido
veliero è di essere una "scuola galleggiante".
A bordo i futuri ufficiali di
Marina imparano tutte le tecniche marinaresche e ogni segreto sulla
navigazione.
Una particolarità del veliero è che tutti i comandi delle manovre
che l'equipaggio deve eseguire, in particolare i nocchieri, gli addetti
alle manovre marinaresche, come il salpaggio dell'ancora, le manovre ai
paranchi, ecc., sono dati con il fischietto, chiamato "fischietto
del nostromo".
Dal 1931 se ne sono alternati 18 e
i loro nomi campeggiano tuttora su una targa a bordo della nave, voluta dal
Maresciallo Antioco Tilocca, in servizio fino al 2009.
L'EQUIPAGGIO
A bordo della Nave Scuola A.
Vespucci lavorano circa 270 militari, ai quali nel periodo estivo
si aggiungono gli Allievi dell'Accademia Navale di Livorno, circa un centinaio,
oltre ad un team di supporto di una trentina di militari. D'estate sono dunque più di
400 le persone imbarcate sul veliero.
CURIOSITÀ
La Nave Scuola A. Vespucci
aveva una "gemella", LA Cristoforo Colombo, che
entrò in servizio nel 1928 e fu nave scuola fino al 1943. Nel 1949, dopo la
fine della Seconda Guerra Mondiale, fu ceduta come risarcimento danni
all'Unione Sovietica, che la utilizzò a sua volta come nave scuola fino al 1963
con il nome Dunay (Danubio).
Il suo nome lo si deve al
celebre navigatore Amerigo Vespucci, amico a sua volta di Cristoforo Colombo con cui partecipò
all'allestimento della seconda spedizione verso l'America.
Effettuò
numerosi viaggi ritenuti di importanza fondamentale perché permisero
agli studiosi dell'epoca di accertare che le terre scoperte erano realmente un
"nuovo Mondo" e non parte dell'Asia, come invece sostenuto da
Cristoforo Colombo.
Mentre quest'ultimo tenne gelosamente custodite le sue
scoperte per la Spagna, suo committente, Vespucci rese anche noti i suoi diari
di bordo alla comunità scientifica e culturale.
Per questo motivo il geografo
tedesco Waldseemuller propose il nome di "America" per
le terre scoperte a fine 1400, come riportato nel suo Cosmographiae
Introductio.
A prora si trova la cosiddetta
"polena", realizzata in bronzo dorato, che rappresenta proprio
Amerigo Vespucci.
Le decorazioni di poppa e i fregi di prora, invece, sono
in legno ricoperti di foglie d'oro zecchino.
I NUMERI DEL VELIERO
36 km: è la lunghezza delle
cime (ovvero le "corde" a bordo).
2.635 mq : è l'estensione delle 24
vele quadre e di straglio in tela olona, ovvero fibra naturale.
1.202, 57 tonnellate : è questa la
stazza netta del veliero.
11 le imbarcazioni di supporto al
veliero per l'addestramento e i servizi portuali.
5 i motori: due diesel da 1.320 kW
ciascuno.
2 diesel generatori da 760 kW
ciascuno;
1 motore elettrico di propulsione
da 1.500 kW
LE IMPRESE STORICHE E
LEGGENDARIE
Tra le imprese leggendarie del
veliero italiano c'è quella del settembre del 1974, quando la nave scuola sfidò
il mare forza 9 nel Golfo di Biscaglia, o Golfo di Guascogna nell’ Oceano Altlantico,
fra Spagna e Francia, riuscendo a vincere le enormi onde dopo 5 ore.
Indimenticabile, poi, quella dell'Ammiraglio
Agostino Straulino, timoniere (e poi comandante) di Nave Vespucci, oltre
che campione olimpico di vela, che riuscì a risalire il Tamigi a
vele spiegate fino a Londra, lasciando di stucco gli inglesi.
Nato in una piccola isola
istriana, all'epoca italiana, Straulino entrò in Accademia come ufficiale di
complemento e durante la guerra fece parte dei corpi d'assalto Gamma,
ottenendo decorazioni per le sue azioni vittoriose contro le navi inglesi nella
rada di Gibilterra.
Durante un'operazione di sminamento perse
parzialmente la vista, ma dal '48 si dedicò alle regate, vincendo 8 titoli
europei, 2 mondiali e 10 italiani, fino al successo olimpico a Helsinki
nel 1952.
Diventato comandante del Vespucci nel 1965, compì un'altra
impresa incredibile, uscendo a vela dal porto di Taranto, in
Puglia, con pochissimi metri a disposizione sui due lati dello scafo.
La
manovra gli valse una lettera di encomio (lode, per lo più pubblica o
ufficiale, fatta solennemente da persona autorevole) dell'Ammiragliato e una che gli
annunciava 10 giorni di arresti per aver violato il
regolamento.
LA NAVE VESPUCCI, PRECURSORE
DEL "MADE IN ITALY"
Il veliero può essere considerato
simbolo e precursore del "Made in Italy".
Progettata dall'ingegnere e
tenente colonnello Francesco Rotundi, direttore dei cantieri
navali di Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli, dal giorno del varo,
il 22 febbraio 1931, ha continuato ad essere Nave Scuola della Marina Militare,
fatta eccezione per il periodo bellico.
Nella campagna 2017 la Nave ha
rappresentato l'Italia e il "Made in Italy" all'estero, partecipando
alle celebrazioni del 150° anniversario della Confederazione Canadese e
alla Tall Ship Race, la competizione per i velieri ad alti
alberi delle Navi Scuola mondiali.
LA NAVE DEI GIOVANI E DEI
BAMBINI
Oltre a rappresentare la
"scuola galleggiante" per gli Allievi Ufficiali del 1° anno
dell'Accademia di Livorno, il veliero vanta una lunga storia di collaborazione
con l'UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia.