
Piatti tradizionali e semplici che raccontano la vera, autentica storia della terra italiana.
qui e là cerco news nei campi che mi piacciono e che spero vi interessino.. un blog ou il est question de mode, de théâtre, d'actualité en France et en Italie


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Il Pane
Toscano DOP è il simbolo di una tradizione antica che ancora oggi
accompagna la vita quotidiana.
La sua particolarità?
Una crosta croccante, una mollica compatta e un sapore inconfondibile : è insipido (o « sciocco », per parlare come i fiorentini).
Sciocco vuol dire "senza sale".
Si puo' anche dire insipido, sciapo, insulso, insapore.
Il Pane Toscano DOP è una tipologia di pane tipica della regione Toscana, riconosciuta con il marchio di denominazione di origine protetta.
Ciò che lo contraddistingue maggiormente è il fatto di
essere completamente privo di sale e con un sapore della mollica leggermente
acidulo.
Ma perchè il pane fiorentino è sciocco ? Per due
ragioni, una storica e una gastronomica.
i Pisani cominciarono a aumentare le tasse
per il sale che arrivava nel porto e bloccarono il commercio con Firenze.
I Fiorentini
scelsero allora di iniziare a produrre il pane senza utilizzare il
sale.
La seconda ragione è che la cucina toscana è ricca di sapori robusti e che il pane in questo caso è un accompagnamento destinato a esaltare il sapore dei salumi e i gustosi piatti tipici toscani come la ribollita o la pappa al pomodoro.
Il Pane toscano « sciocco » è forse il più
famoso dei pani senza sale diffusi nell'Italia centrale.
Infatti sono rari i panificati che, tra le oltre 250
tipologie sparse nel territorio italiano, vantano l'assenza di questo
ingrediente che spesso è considerato indispensabile per “chiudere” l'impasto
quando si panifica.
Ogni tipo di pane toscano ha le sue caratteristiche, influenzate dalla tradizione locale e dagli ingredienti disponibili nella zona.
Pane di Montegemoli
Tipico della provincia di Pisa, il Pane di Montegemoli è
fatto con una miscela di farine, tra cui una percentuale di farina di grano
duro. È cotto in forni a legna e ha una crosta spessa e croccante con una
mollica soffice.
Pane di Altopascio
Proveniente dalla città di Altopascio in provincia di Lucca,
questo pane ha una lunga storia ed è noto per essere leggermente più salato
rispetto ad altri tipi di pane toscano. È un pane a lievitazione naturale,
spesso con una crosta scura e croccante.
Pane di Pema
Anche se meno conosciuto, il Pane di Pema è un pane integrale
toscano, spesso fatto con farine integrali e semi, che offre un sapore
rustico e una consistenza densa.
Pane di Segale
Questo tipo di pane toscano è fatto con farina di segale,
che gli conferisce un sapore più deciso e una consistenza più compatta rispetto
ai pani fatti con farina di grano tenero.
Schiacciata Toscana (o “Schiacciata all’Olio”)
La schiacciata toscana è un tipo di focaccia, caratterizzata
da un impasto morbido e ricco di olio d’oliva. Può essere salata, condita con
rosmarino, o anche dolce, come la schiacciata all’uva.
Ma il vero Pane Toscano a Lievitazione Naturale è ottenuto dalla panificazione di farina di frumento tenero toscano, di tipo “0” con ancora intatto il germe di grano, lievito naturale ed acqua. Nell’impasto non devono essere aggiunti additivi o coadiuvanti tecnologici di varia natura.
Il grano da cui nasce il pane toscano si coltiva in zone
molto diverse della regione, ognuna con le sue peculiarità. Miscelando
differenti farine si può ottenere una materia prima equilibrata con il giusto
quantitativo di glutine.
Il vero Pane Toscano DOP per essere tale
deve rispettare alcune caratteristiche:
il peso, solitamente è di 500 g (anche se
oggigiorno ci sono pezzature da 250 g ma anche 1 o 2 kg) e lo spessore va dai 5
ai 10 cm;
la crosta deve essere friabile e croccante
di un colore dorato tendente al nocciola, non troppo scura con una mollica
morbida, alveolata in maniera irregolare di colore bianco e
bianco-avorio;
il profumo primario di un buon Pane Toscano
Dop è quello di nocciola tostata, mentre il sapore, anche se
non c’è il sale, non è insipido poiché i tipi di grani usati, insieme al
lievito madre, gli donano una particolare unicità.
Lo zibibbo è un vitigno a bacca bianca chiamato anche Moscato d'Alessandria.
Lo zibibbo è anche il vino dolce che si ottiene da questo vitigno.
Lo Zibibbo è coltivato con una coltura moderna "cordone speronato" in Sicilia specialmente nella zona tra Erice e Mazara del Vallo, le cui uve producono un vino secco di grande pregio, ideale per abbinamenti con ostriche e pesci a carne bianca come saraghi e orate.
Dall' uva Zibibbo si ricava non solo il vino Zibibbo IGT, ma anche DOC come l'eccellente Moscato di Pantelleria e l'Erice vendemmia tardiva Zibibbo.
Il 26 novembre 2014 a Parigi l'UNESCO ha iscritto la pratica agricola della coltivazione della "vite ad alberello" di Pantelleria o " alberello pantesco", Patrimonio dell'Umanità, la prima pratica agricola al mondo ad ottenere questo ambito riconoscimento.
Il vino Pantelleria DOC ha 100% uve zibibbo.
Il vino che si ricava dallo zibibbo ha un bel colore giallo paglierino, con dei riflessi dorati, un gusto ricco e dolce, un profumo caratteristico. Ha un elevato grado alcolico.
E’ anche utilizzato per la produzione del vino DOC di Pantelleria, nella versione passito, moscato, spumante del Pantelleria Zibibbo dolce, e del vino Erice vendemmia tardiva Zibibbo. Si accompagna idealmente a formaggi e pasticceria secca.
Un' ambasciatrice e una grande protagonista del vino Zibibbo di Pantelleria è la bellissima attrice francese Carole Bouquet che da anni si occupa con passione e successo della produzione di questo vino tanto particolare.
Uno dei vini prodotti da Carole Bouquet si chiama "Sangue D'Oro, Passito di Pantelleria 2021" 100% uve Zibibbo ed è considerato uno dei vini dolci migliori del mondo.
14,5 gradi, il colore del tramonto di un'isola vulcanica nel mare mediterraneo, un profumo sontuoso di bergamotto, albicocche, miele, zafferano, mandorle. In bottiglia da 0,50 cl, è raro e piuttosto caro.
Ma che importa il prezzo! Come molti vini e champagne, lo Zibibbo non è solo sapore, è una storia, un luogo, un'immagine, un viaggio, un sogno, una leggenda...
Il cammino degli Dei collega la mia amata città di Bologna alla magnifica città di Firenze.
Un cammino della bellezza, della ricerca di se stessi, della fatica e della scoperta, che attraversa gli Appennini per 130 chilometri.
Bologna, la splendida città dei portici, Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, è il punto di partenza dell'itinerario.
Firenze, che con il suo eccezionale centro storico fra i più belli del mondo e ugualmente Sito UNESCO , è la meta.
O viceversa.
Fra queste due meravigliose città c’è l'Appennino Tosco- Emiliano, con il suo fascino di luogo ancora da scoprire: la Riserva Naturalistica del Contrafforte Pliocenico, la “Flaminia militare”, strada costruita nel 187 a.C. per volontà del console romano C. Flaminio, il Castello del Trebbio, voluto da Cosimo I de' Medici, il Santuario di Monte Senario dove i frati offrono ai camminatori il liquore “Gemma di abeto”, segretamente preparato in loco, la città di Fiesole, borgo gioiello delle colline fiorentine di fondazione etrusca...
La Via degli Dei è un itinerario non religioso che nasce dallo spirito di un gruppo di camminatori bolognesi del CAI ("Dû pâs e ‘na gran magnè," due passi e una gran mangiata in dialetto bolognese), che volevano raggiungere Firenze proprio per mangiarsi una bella fiorentina con lo spirito goliardico di chi cammina per farsi una buona scarpinata e godersi alla fine una golosa ricompensa.Il cammino degli Dei è un tracciato storico che gli Etruschi e i Romani crearono per sviluppare i loro traffici.
I mercanti e i viandanti lo intrapresero durante il Medioevo.
In seguito ci furono anche momenti tragici durante la Seconda Guerra Mondiale perché la Via passava in gran parte sulla " Linea Gotica".
Oggi il percorso ha fatto rinascere i piccoli borghi e i villaggi dell’Appennino che altrimenti avrebbero subito l’abbandono dei loro abitanti per mancanza di lavoro o di opportunità.
CARTA D'IDENTITA' DEL CAMMINO
Nome: Via degli Dei
Monte Adone, Monzuno - Mons Iovis, monte di Giove, Monte Venere, Monte Luario, Lua era la dea romana dell’espiazione
Luoghi attraversati: Da Bologna a Firenze
Lunghezza: circa 130 km
Numero di tappe a piedi: 5 o 6 ma è modulabile a seconda del tempo e delle attitudini dei camminatori
Numero di tappe su 2 ruote: 2 o 3
Credenziali del cammino: Sì (non è un documento religioso ma un bel ricordo da portare a casa)
Cartografia Ufficiale: Sì, in scala 1:25.000 -> INFO
Tutte le info: Ufficio Turistico infoSASSO, Via Porrettana 314, Sasso Marconi (Bo)Contatti: 051 6758409 - info@infosasso.it