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jeudi 2 décembre 2010

Led Light Exhibition a Milano. Viva il Led !









Un'onda di luci che parte dal Duomo .. Cinquecento lanterne luminose nei quartieri del Centro e un po' più in là..

Una luna d'argento e un bosco incantato in piazza Fontana, le nuvole su San Babila, nebbia in piazza Cavour, pesci fluo nel Naviglio, una distesa di panni tirati su via Della Spiga...

C'è il sogno di una Milano leggera, fiabesca, nei 60 progetti di light design che dal 4 dicembre al 10 gennaio abbaglieranno strade, piazze, scorci, sculture e porte monumentali della città.

Il Festival della Luce ha un prologo oggi, alle 19, nel Quadrilatero della Moda: l'inaugurazione delle «sfere» di Matteo Thun, in una via Montenapoleone aperta per shopping fino alle 21, apre il lungo Natale di Led.
«È il momento di consegnare queste opere di luce ai milanesi», sorride l'assessore al Decoro urbano, Maurizio Cadeo: «Sarà un successo».

Due progetti, per altro, resteranno nel tempo: i sistemi di illuminazione del Duomo e della Stazione Centrale.

Suggestioni, proiezioni, bagliori, rivisitazioni di monumenti e palazzi.
Contributi di artisti affermati e prove d'esame per gli studenti (Naba e Scuola Politecnica di design).

Questo, anzitutto, è Led: «Una rassegna della creatività migliore», sintetizza Cadeo. La si ritrova nelle silhouette delle guglie del Duomo «ricalcate» sulla Triennale, nella Torre led alzata in via Beltrami (spostata dopo la polemica sul «suk» in piazza Duomo), nell'ironia degli abiti firmati da Fabio Novembre e appesi in via Della Spiga.

E, ancora: scintille sui grattacieli di ieri, su quelli in costruzione.
E segni di nostalgia su Palazzo Carminati: la facciata ritrova per una notte l'omino Brill e la donnina Kores, le insegne al neon di un secolo fa, grazie alle proiezioni di Piero Castiglioni.

L'illuminazione scenografica del Duomo (firmata Castagna & Ravelli e finanziata dalla Fondazione Aem) sarà salutata, l'8 dicembre, da 500 lanterne fluttuanti sulla piazza e un concerto d'organo.
«L'impegno non è nell'effimero.

Ma vuole permettere che questa meraviglia, il Duomo, anche quando è chiuso continui a parlare alla città con le sue vetrate», dice Benigno Visconti Mörling Castiglione, direttore della Veneranda Fabbrica.

L'altra installazione permanente sarà accesa il 13 dicembre, è quella «tra memoria e modernità» progettata da Alain Guilhot per la Stazione Centrale: «Ridiamo visibilità e significato alla porta di Milano».

Infine, le polemica: lasciare o togliere il vestito di led dall'Ago e Filo in Cadorna?
Gae Aulenti ha chiesto al sindaco Moratti di rispettare il monumento: «Un'opera di pregio avvolta come un salsicciotto? È una vergogna».

Durissima la risposta di Cadeo: «Ci sono architetti che sono stati lautamente pagati per il loro lavoro. Ma la città non è loro, è dei milanesi. Provo disgusto e fastidio: ad Aulenti proporrei di darmi la sua parcella, e in cambio le consegno l'Ago e Filo. L'architetto abbia almeno il pudore di tacere».
E lei: «Di fronte a questa volgarità non ho nient'altro da dire, il livello dell'assessore si commenta da sé».

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