lunedì 27 aprile 2015

La favola della Maison Van Cleef & Arpels


Alla fine del 1800  fra la giovane Estelle Arpels e Alfred Van Cleef, suo cugino, è subito amore. 

Entrambi figli di commercianti di pietre preziose e appassionati di gioielli decidono di fondare la Maison Van Cleef & Arpels, sinonimo oggi di Haute Joaillerie. 





Diventato un vero affare di famiglia presto si unirono a Estelle e Alfred anche i fratelli di lei e i figli continuarono la grande tradizione orafa. 



Importanza particolare l’ebbe Renèe Puissant, la figlia che prese in mano l'azienda alla morte del padre, e che insieme a Renè Sim Lacaze creò una delle più belle collezioni degli anni 20-30. 


Di questi anni è la creazione della celeberrima tecnica Serti Mistèrieux (montatura invisibile) che consiste nell’incastonare le pietre una accanto all’altra in modo che la montatura resti totalmente invisibile e del Cadenas Watch iconico orologio di Van Cleef&Arpels che segna il connubio fra estetica e funzionalità, un segnatempo che in apparenza sembra un elegante bracciale ma che al suo interno ha un “invisibile” orologio. 


Degli anni 30 è la Minaudiere, clutch ante litteram in oro creata da Charles Arpels per Florence J. Gould, che non sapendo dove mettere rossetto e e fazzoletti ai balli nascondeva tutto nel suo porta sigarette fino a che le venne creata questa elegante “scatola” con scompartimenti interni da Monsieur Arpels.


Pare che Florence J Gould abbia ispirato anche il nome Minaudiere per il suo comportamento vezzoso. 



Dagli anni 30 ad oggi Van Cleef&Arpels è cresciuta aprendo negozi in tutto il mondo e stregando principesse e dive del cinema, la duchessa di Windsor era una vera fan delle loro broche, Ranieri di Monaco scelse una parure in perle e diamanti della Maison per siglare il fidanzamento con Grace Kelly e per Liz Taylor, famosa per i suoi gioielli da sogno crearono collane uniche.
 


Oggi Van Cleef&Arpels appartiene al gruppo Richemont


Alcuni pezzi storici si posson trovare esposti nella nuova boutique di Van Cleef&Arpels in via Monte Napoleone 10. 


Perchè gli italiani non parlano l'inglese?


La conoscenza delle lingue e, in particolare, dell’inglese diventa una componente importante della competitività di ogni paese in un mondo sempre più globalizzato. 
Anche nel più piccolo contesto dell’Unione Europea, la conoscenza dell’inglese è fondamentale.
Nella pubblica amministrazione, un ufficio anglofono può avere molti vantaggi nell’attrarre fondi dall’Unione Europea. 
La conoscenza dell’inglese è una componente importante di quella che, nel gergo comunitario, viene chiamata absorption capacity, vale a dire "la capacità di presentare progetti in ambito comunitario" che abbiano almeno la speranza di essere considerati, prima ancora che accettati e anche la capacità di portarli a compimento con successo. 
Ciò vale per gli enti pubblici e, quindi, anche per i centri per l’impiego. 
Un esempio è quello dello European Youth Guarantee.
In Italia, tra le forze lavoro solo 3 persone su dieci dichiarano di essere in grado di sostenere una conversazione telefonica in inglese. Si tratta di una percentuale simile nel pubblico e nel privato, ad eccezione delle grandi imprese o multinazionali.



Fonte: dati Isfol Plus 2010


Dato sorprendente ! Nel settore privato, la decisione di considerare questo aspetto rilevante o meno per la professione dipende esclusivamente dal datore di lavoro. 
Molte professioni non richiedono necessariamente la conoscenza della lingua inglese, anche se spesso rappresenta una condizione essenziale nei criteri delle nuove assunzioni.
Il problema riguarda soprattutto il settore pubblico, per il quale spesso la conoscenza della lingua è una condizione di assunzione, soprattutto in alcuni settori, al punto da essere contemplata fra i requisiti concorsuali. 
La “moda” attuale, ad eccezione di alcune qualifiche professionali, consiste nel passare eventuali telefonate in lingua inglese al collega. 

Se osserviamo i dati per classe di età emerge una differenza notevole tra le generazioni. 
La percentuale di coloro che hanno padronanza dell’inglese nel settore pubblico passa da circa il 50% dei più giovani, di età compresa fra i 18 e i 29 anni, al 18% circa per i più anziani, di età compresa fra i 50 e i 64 anni.


Fonte: dati Isfol Plus 2010


Nel caso di fondi strutturali come faranno le attuali strutture pubbliche locali a creare partnership internazionali per realizzare scambi di best practice o sviluppare mediazioni tra domanda e offerta di lavoro che non siano circoscritti al proprio contesto, ma abbiano un respiro internazionale? 
Senza parlare delle difficoltà degli enti locali a partecipare a fondi dove è necessaria una candidatura diretta,come ad esempio il Progress uno dei più importanti programmi dedicato al settore sociale e dell’occupazione. 


In conclusione, il settore pubblico deve assolutamente fare qualcosa per ridurre questo squilibrio nei confronti delle giovani generazioni e in generale nella scarsa padronanza dell’inglese, cercando di realizzare il più possibile formazione interna del personale più anziano oltre che favorire “staffette generazionali” per la stabilità di quello più giovane.


Fonte:  dati Isfol Plus 2010


Ma la situazione in Italia è migliore o peggiore rispetto a quella di altri paesi? 
L’indagine Language knowledge in Europe, realizzata nel 2011, conferma che l’Italia è uno dei paesi membri dell’Unione Europea in cui la conoscenza delle lingue straniere è più bassa.
Come fare, allora, per aumentare la conoscenza delle lingue?

Si sa che i corsi di lingua da soli influiscono poco sulla conoscenza effettiva delle lingue. 
Molto più utile è soggiornare all’estero per periodi più o meno prolungati di tempo.
Secondo i dati AlmaLaurea, in Italia, solo il 7% dei laureati nel 2012 ha fatto l'Erasmus. Un altro 5.1% ha svolto periodi di studio all’estero nell’ambito di altri programmi oppure da solo. 

Molti di coloro che hanno fatto l’Erasmus, però, hanno scelto la Spagna o altri paesi di lingua latina, proprio per evitare di dover imparare l’inglese. 
Si dovrebbe fare di più per incentivare l’utilizzo del programma Erasmus da parte degli studenti.
Si dovrebbe anche prevedere un controllo più accurato della conoscenza della lingua almeno nei concorsi pubblici per i quali è richiesta. 
Infine, in una logica di life-long learning, anche gli uffici italiani, sia pubblici che privati, potrebbero favorire esperienze lavorative che spingono ad investire nella conoscenza della lingua.
Il distacco presso sedi estere per periodi più o meno lunghi, la partecipazione a convegni o scuole estive sono strumenti importanti che le imprese italiane raramente finanziano. 
Uno dei motivi della bassa produttività dei lavoratori dipendenti pubblici e delle Pmi private in Italia è la percentuale bassissima della formazione professionale dei dipendenti, per la quale il paese occupa le ultime posizioni in Europa. 

All’estero, è molto più diffusa a spese dell’impresa, del pubblico oppure dello stesso lavoratore.

Il trend dell'estate : i gioielli sovrapposti !


Un nuovo trend  nel mondo degli accessori: i gioielli sovrapposti, portati in gran numero e a strati.
Questa estate, bisogna assolutamente eccedere con i gioielli da indossare


La nuova tendenza che si sta facendo strada, con il ritorno dello stile anni '70: i gioielli sovrapposti, portati in gran quantità

Bracciali su bracciali, oppure molti anelli tutti insieme (trend chiamato easy ring), o girocolli e collanine che coprono tutto il décolleté:  questa estate i gioielli saranno portati così.

Cos'è il Cross Fit




Rafforzare i muscoli, incrementare la resistenza agli sforzi e accelerare il metabolismo: ecco i benefici del CrossFit l'allenamento che combina un mix di sollevamento pesi, esercizi a corpo libero e allenamento cardiovascolare in un'unica breve, ma intensa, sessione
E' un programma di allenamento strong che in mezzora rafforzi tutti i muscoli del corpo.

Il CrossFit è una marca e in seguito un programma di rafforzamento e fisico ideato da Greg Glassman negli anni 70 sebbene tale disciplina abbia iniziato a richiamare l’attenzione del pubblico soltanto verso la seconda degli anni ’90, quando Glassman fondò la propria palestra a Santa Cruz, California, nel 1995

Ad oggi, in tutto il mondo sono circa 4.000 le palestre o punti affiliati CrossFit, in oltre 71 Paesi.




Cross in inglese significa “incrocio, mescolanza”. 
Questa pratica combina un insieme di movimenti eseguiti ad alta intensità per tonificare tutta la muscolatura. 
In pratica si tratta di un mix di sollevamento pesi, esercizi a corpo libero e allenamento cardiovascolare, uniti in un’unica sessione, sempre diversa.
Ci si esercita con corsa, vogatore, salto della corda, arrampicata e spostamento di carichi pesanti. Si utilizzano inoltre manubri, anelli da ginnastica, sbarre per trazioni e kettbell (un peso a forma sferica con la maniglia).


Tra gli esercizi base, eseguiti in sequenza, troviamo 
gli Air Squat (da una posizione eretta si passa a una accovacciata con le anche sotto le ginocchia, e si torna poi in piedi),
i Pull-up (aggrappandosi ad una sbarra fissata in aria, in orizzontale, si parte da una posizione sospesa a braccia tese. Successivamente si porta il mento al di sopra della sbarra e si torna giù senza toccare terra)  
i Sit-up (si parte da una posizione supina, con le spalle a terra, per poi portarsi con le spalle sui fianchi e ritornare alla posizione di base).

Il CrossFit è generalmente adatto a tutti, tranne che alle persone con cardiopatie gravi, artrosi, traumi articolari o scheletrici. 

Se però il vostro obiettivo è snellire e ridurre giro-vita e giro-coscia, il CrossFit non è lo sport più indicato. 

Scopo ti questo allenamento, infatti, è quello di rinforzare i muscoli di tutto il corpo, renderli più tonici, resistenti e voluminosi.
Già dopo un paio di mesi di allenamento si possono avere risultati evidenti sul fisico, con incremento della massa muscolare e accelerazione del metabolismo.

Per imparare il CrossFit – il fai da te è bandito e le sessioni, ciascuna della durata massima di 60 minuti, sono effettuate sempre sotto controllo - è necessario affidarsi a strutture dove lavorano istruttori che abbiano conseguito la certificazione rilasciata dal team americano di CrossFit.

giovedì 23 aprile 2015

Il centenario della Casa svizzera Caran d'Ache



La mostra della Maison svizzera di strumenti per la scrittura, il disegno e l’arte in generale  festeggia un secolo di storia.

Co-marketing Rubelli Caran d'Ache<br>
Courtesy of Rubelli
In occasione della Milano Design Week, all’interno del nuovo showroom Rubelli di via Fatebenefratelli, Caran d’Ache e Rubelli presentano “FurniturePortraits”, mostra dedicata al disegno e ai mobili "fatti a mano"
Strumenti tra le mani di disegnatori, artisti, fumettisti, scrittori, le matite e i colori Caran d’Ache compiono 100 anni
Un secolo di esistenza per un’azienda che è nata familiare ed è diventata internazionale, sinonimo di qualità nell'universo della scrittura e del disegno. Grazie alla qualità dei suoi strumenti, la volontà di innovazione che nel corso degli anni non ha mai smesso di coniugarsi alla tradizione artigianale svizzera, Caran d'Ache è da sempre sinonimo di eccellenza.

Per celebrare questo eccezionale anniversario la maison ha aperto le porte degli atelier di Ginevra per un’immersione nel cuore del suo mondo. 
Specializzata all’inizio nelle matite in grafite e nel colore, la produzione degli atelier di Ginevra include una vasta gamma di prodotti , tutti frutto di un savoir-faire unico. 
Ambasciatrice della qualità svizzera e fiore all’occhiello della manifattura Swiss Made, l’azienda si è internazionalizzata ed è oggi presente in più di 90 paesi, per il piacere di grandi e piccini. 
Le famose matite e penne Caran d’Ache si adattano perfettamente alla creatività dei creativi di ieri e di oggi.
Molti adulti ne conservano un dolce ricordo d’infanzia, fatto di fogli da colorare e di astucci pieni di pastelli.



In occasione dell’anniversario la maison svizzera celebra i propri prodotti-icona che ne incarnano la storia, rieditando, in edizione limitata, i prodotti più famosi: Tecnograph, Fixpencil, Prismalo, Ecridor, 849, tutti nella splendida confezione del Centenario. 
Il centenario è un’occasione per presentare il nuovo logo, e per rendere omaggio a tutti i componenti del mondo Caran d’Ache, presenti e passati, a cui è stato dedicato un video visibile su www.carandache.com/100
Con questo spirito è stata patrocinata la mostra di uno fra i più famosi utilizzatori e testimonial di Caran d’Ache: Pablo Picasso. 
La mostra “I Caran d’Ache di Picasso” sarà allestita in estate alla Kunsthaus di Interlaken.
Importante ricordare l’impegno sociale, artistico e sportivo della marca. 
Il sostegno a giovani artisti, grafisti e designers, l’aiuto all’istruzione nei paesi sottosviluppati e a numerosi musei e istituzioni culturali, come la partecipazione all’iniziativa “Cartooning for Peace” o ancora la sponsorizzazione della giovane tennista Belinda Bencic: sono solo alcune delle ultime iniziative Caran d’Ache.

sabato 18 aprile 2015

Au Petit Palais de Paris : Rome, vices et misères...


Les Bas-fonds du Baroque : la Rome du vice et de la misère

Dates : Du 24 Février 2015 au 24 Mai 2015 -  
Petit Palais -
Paris (75008)

L'exposition présente les coulisses de la Rome splendide du premier XVIIe siècle qu'ont souvent dépeinte les artistes et à laquelle de nombreuses expositions se sont déjà consacrées. 
Horaires
Du mardi au dimanche de 10h à 18h,
Fermé le lundi et certains jours fériés

Nocturne le vendredi jusqu'à 21h

Tarifs :
Plein tarif : 11€
Tarif réduit: 8€
Gratuit jusqu'à 17 ans inclus.




De nombreuses expositions ont mis en scène la Rome fastueuse de l'âge baroque, tout au service du pouvoir triomphal des Papes. 
Mais la fresque se doit d’être plus complexe. 

L’ambition de cette exposition est de montrer, pour la première fois, l’envers du décor de cette Rome splendide du premier XVIIe siècle : non plus la Rome du Beau idéal , mais celle d’après nature

Car cette autre Rome, la Rome grossière et commune, celle des vices, de la misère et des excès fut à l’origine d’une production artistique inédite et stupéfiante, tant par sa diversité que par ses paradoxes et ses inventions.
L’exposition présente 70 tableaux majeurs peints à Rome par des artistes italiens, français, hollandais, flamands, allemands et espagnols, de Simon Vouet à Claude Lorrain, de Bartolomeo Manfredi à Valentin de Boulogne et Jusepe de Ribera

Elle rassemble des prêts des plus grands musées internationaux, servis par une scénographie spectaculaire : un monde de musiciens, de buveurs et de tricheurs, de courtisanes et de diseuses de bonne aventure... 

Exposition conçue et organisée en collaboration par l’Académie de France à Rome – Villa Médicis et le Petit Palais .

domenica 12 aprile 2015

Le chateau du roi de Patagonie à Reims






Achille Laviarde, né le 17 novembre 1841 à Reims et mort le 6 mars 1902 à Paris, est un aventurier français, connu comme deuxième  souverain titulaire du royaume d’ Araucanie et de Patagonie  sous le nom d' Achille Ier  ou Aquiles I  en espagnol.



Achille Laviarde, né au 201, rue du Barbâtre à Reims, fils de Bertrand Xavier Laviarde, un fabricant de tissus, et de Marie Anne Rosalie Colmart, passe son enfance dans sa ville natale, au 33, rue du Barbâtre.

À 18 ans, après ses études au lycée de Reims, il part pour 5 ans de voyage en Europe, commençant par effectuer un tour de France, avant de visiter l'Italie, la Suisse, l'Allemagne, la Belgique et l'Angleterre, et même de pousser jusqu'en Afrique du Nord.

En 1867, a la mort de son père, il achète une propriété à l'enseigne du "Château des Grenouilles Vertes" en bordure de la Vesle près des Bains et Lavoirs acquis en 1853 par ses parents. 

Il devient président de "L'Union", une fanfare de 72 musiciens comptant 1 600 membres honoraires. Cette société devient l'Harmonie du 3e canton.

Lors des élections législatives de mai 1869, il soutient le candidat impérial Édouard Werlé, ancien maire de Reims, qui est élu député.

Le 15 janvier 1873, il assiste, officiellement, aux obsèques de Napoléon III, puis, le 16 mars 1874, il dirige la députation rémoise à la proclamation de majorité du Prince impérial.

On le voit aux côtés de Paul de Cassagnac sur la photographie du groupe des personnalités rassemblées à cette occasion à Camden House.

Le 17 septembre 1878, la mort d’Antoine de Tounens à Tourtoirac, en Dordogne, marque le tournant de sa vie.
Achille Laviarde connaît en effet celui qui se proclamait encore « Orllie-Antoine Ier,  roi d’Araucanie et de Patagonie », et qui lui avait conféré le titre de « prince des Aucas, duc de Kialeon » le 30 décembre 1873.

Le 26 mars 1882, le neveu et héritier désigné d’« Orllie-Antoine Ier », « Monseigneur Adrien-Jean de Tounens » (1844-1889), renonce au « royaume d’Araucanie » en faveur d' Achille Laviarde, par un acte invoquant les « dernières volontés » du « souverain » défunt et contresigné par nombre de ceux qui avaient reçu une charge de celui-ci.

Gustave Achille Laviarde devient donc « Achille Ier » (ou « Aquiles I » en espagnol), « roi d’Araucanie et de Patagonie ». 

Selon l’acte de 1882, le nouveau roi a déjà deux « ministres secrétaires d’État » — le « comte » Antoine Jimenez et Antoine-Hippolyte Cros, « duc de Niacalel », qui fait fonction de « garde des sceaux » — ainsi qu’un « conseil ministériel ».
Un ami des premières heures, Émile Godret, dit Bazière, enfant du Barbâtre, accepte la charge de  ministre de la Marine .


La demeure du Roi de Patagonie sur les bords de la rivière Vesle a Reims

Le 20 mai 1876 à Londres, il épouse Marie Élisa Octavie Guéry (1852-1893) dont il n'a pas d'enfant.

Achille Laviarde ne s'est jamais rendu en Amérique. 

Le 6 mars 1902, il meurt au 2, avenue du Trône, dans le 12e arrondissement de Paris
Un service religieux est célébré à Paris en présence de plus de 1 000 personnes. 
Il reposa à Reims au cimetière du Sud avant d'être inhumé aux côtés d'Orélie Antoine 1er, dans un village de Dordogne, à défaut de Patagonie !
Sur leur tombe, située à gauche de celle d' Antoine de Tounens, ils sont désignés comme « S.M. Achille Ier, Roi d'Araucanie  et S.M. Doña Maria d'Araucanie .

Au début du XXe siècle,  le Chateau des Grenouilles Vertes è occupé par  l'horticulteur Barbaras qui occupa à son tour la maison sous l'enseigne "au Chalet des Rosiers". 
Le portail d’origine a été conservé.

sabato 11 aprile 2015

Le Marathon de Paris 2015

Le Marathon de Paris

La course est ouverte à tous, marathoniens ou non, franciliens ou venant du monde entier. 
C’est une occasion de se retrouver entre amis ou en famille et de partager un moment sportif, convivial et cosmopolite. 
Offert : un t-shirt technique, un petit déjeuner typiquement français à l’arrivée (croissant, pain au chocolat, café, jus de fruits…) ainsi que des drapeaux pour accompagner vos déguisements. 



Pas de dossard mais un t-shirt technique aux couleurs de l’épreuve qui va permettre de prendre le départ. 

A retirer à Running Expo ou sur place le matin de la course. La Paris Breakfast Run, c’est le dernier rendez-vous immanquable, avant la Grand Messe du Marathon. 
Le dernier échauffement, avant de relever le défi des champions. 
La Paris Breakfast Run, c’est à 9h, le samedi 11 avril sur l’Avenue Foch.


Vestiaires
Une consigne gratuite est placée entre les zones de départ et d’arrivée, sur l’avenue Foch. 
On peut y déposer un sac fermé pour le récupérer après la course, sur présentation du dossard.

Sas de départ
En fonction de l'objectif (3h, 3h15, 3h30, 3h45, 4h, 4h15, 4h30 et plus), une couleur de dossard vous sera attribuée. 
L’accès aux SAS de départ se fera par les côtés sur l’avenue des Champs Élysées. 
Les lièvres portant les ballons aux couleurs de ses dossards seront présents dans chacun des SAS, 30 minutes avant le départ.


Chronométrage
Tous les inscrits se verront remettre, en même temps que leur dossard, une puce électronique (sous forme de bandelettes collées derrière chaque dossard) qui sera initialisée automatiquement sur la ligne de départ et servira de contrôle de régularité de course à divers points du parcours (tous les 5 km). 
Un concurrent n’empruntant pas la chaussée ne pourra être classé à l’arrivée.

Départ
Il a lieu en haut de l’avenue des Champs Élysées. Suite à des impératifs de retransmission TV (direct sur France 3), le départ handisport aura lieu à 8h35 et le départ du peloton (toutes catégories confondues) aura lieu à 8h45. Cela devrait permettre aux téléspectateurs d’assister à l’arrivée des premières féminines.

Arrivée
Elle est située en bas de l’Avenue Foch.

Récompenses
Une médaille et un tee-shirt finisher seront remis à tous les arrivants. Un diplôme de la course sera envoyé à domicile dans les semaines qui suivront l’épreuve.

- Parcours

Le parcours, quasiment plat, forme une boucle presque complète (1 km entre les lieux de départ et d’arrivée). 
Départ en descente en haut des Champs-Élysées. 
On part vers l’est jusqu’à la Bastille, puis la porte de Vincennes via la place de la Nation. 
Ensuite, le boulevard Soult jusqu’à la porte Dorée. 
Une boucle dans le bois de Vincennes avec un léger faux plat au 16ème km et rentrée dans Paris par la porte de Charenton.


Retour par la rue de Charenton, l’avenue Daumesnil, et la place de la Bastille, pour rejoindre les berges de la Seine au bout du boulevard Henri IV (plusieurs souterrains). 
On entre dans le bois de Boulogne par la porte d’Auteuil pour une nouvelle boucle arborée. 
Arrivée avenue Foch.

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- Inscriptions

Les inscriptions anticipées ont eu lieu du 06 avril au 21 avril 2014. Désormais, on peut s'inscrire individuellement en ligne depuis le 9 septembre 2014 à 8h.

Tarif d’inscription 2015
109 €

Liste des inscrits

Contact
A.S.O. Athlétisme - Immeuble Panorama B - 253, quai de la Bataille de Stalingrad - 92137 Issy-les-Moulineaux cedex
Tel : 01.41.33.15.68
Email : parismarathon@aso.fr

Choisissez la bonne couleur !
En fonction de vos possibilités et objectifs, vous aurez à choisir une couleur de dossard qui correspondra à votre sas de départ. Il est important de choisir le bon sas afin de respecter une allure stable qui vous conviendra. Les SAS de départ Rouge et Jaune ne sont accessibles que sur présentation d’un justificatif de performance.

Ballon Objectif
Préférentiel Moins de 3h
Rouge 3h
Jaune 3h15
Bleu 3h30
Violet 3h45
Vert 4h
Gris 4h15
Rose 4h30 et plus
Pour bénéficier du sas préférentiel, vous devez vous inscrire sur internet en sas rouge ou jaune et nous envoyer votre justificatif de performance au plus tard fin novembre. Nous pourrons alors facilement changer votre affectation.

Afin de compléter votre inscription et pouvoir retirer votre dossard,vous devrez impérativement fournir votre certificat médical ou une copie de votre licence sportive à Running Expo. Aucun certificat médical envoyé par courrier ou par mail en amont ne sera pris en compte.

- Courir solidaire

On peut courir le Marathon de Paris pour une association pour donner une dimension solidaire au défi sportif et dédier sa course à une cause. 
Il y a une collecte en ligne Alvarum et on bénéficie d’un dossard association.

Vivre une expérience qui fera la différence pour soi et pour les autres :

  • Une manière ludique de soutenir une cause qui nous touche
  • La satisfaction de contribuer à un projet
  • Une aide à la préparation à sa course
  • Fierté d’avoir relevé un défi exclusif pour l’association choisie
- Pour en savoir plus, obtenir son dossard et rejoindre l’équipe d’une association, cliquez ici

- Hébergement

  • France Hôtels.net
    Profitez du Marathon de Paris pour visiter la plus belle ville du monde.
    France Hôtels.net est un service de réservation d’hôtels en France depuis 1998. Il vous propose plus de 100 hôtels sur Paris.
    Site web : www.france-hotels.net
  • Packages Marathon et sélection d’hôtels proches du Marathon
    Yellowstay propose une sélection d’appartements meublés et équipés dans les plus beaux quartiers de Paris : pour une utilisation touristique ou professionnelle, pour une clientèle venant du Monde entier. Équipés, meublés et décorés par des professionnels, nous ne choisissons que ce qui est beau et bien placé.
    Site web : www.yellowstay.com
    • 40 appartements meublés et tout équipés.
    • Idéal pour un séjour en famille ou à plusieurs.
    • Location à partir d’une semaine jusqu’à plusieurs mois...
  • Campings à Paris
Camping du Bois de Boulogne
Camping international 4 étoiles proche du site de départ/arrivée du Marathon de Paris.
Allée du bord de l’eau - 75016 Paris
Tel : 01.45.24.30.00 - Fax : 01.42.24.42.95
Email : paris@campingparis.fr
Site web : www.campingparis.fr

Camping Paris-Est
Camping International 3 étoiles, situé à proximité du Bois de Vincennes et à 20 minutes des Champs Elysées. Location de Mobil homes, Chalets et Bungalows.
Boulevard des Alliés - 94507 Champigny sur Marne Cedex
Tel : 01.43.97.43.97 - Fax : 01.48.89.07.94
Email : champigny@campingchampigny.com
Site web : www.campingchampigny.paris

  • C.I.S.P (Centre International de Séjour à Paris)
    17 boulevard Kellermann - 75013 Paris
    6 avenue Maurice Ravel - 75012 Paris
    Réservation centralisée
    Tel : 01.43.58.96.00 - Fax : 01.43.58.95.14
    Site web : www.cisp.fr
  • F.I.A.P
    FIAP Jean Monnet
    30 rue Cabanis - 75014 Paris
    Tel : 01.43.13.17.17 - Fax : 01.45.81.63.91
    Site web : www.fiap.asso.fr
  • Fédération Unie des Auberges de Jeunesse
    Site web : www.fuaj.org

Voir en ligne : Marathon de Paris


Coco Chanel : il tubino nero, la borsa 2.55 e il profumo Chanel N° 5




Coco Chanel è l'icona di uno stile anticonformista e dell'emancipazione femminile,



Nel 1926 con il termine "Petite robe noire" la giovane Gabrielle creava uno dei capi destinati a rivoluzionare il guardaroba delle donne: il tubino.
 



Tra gli oggetti iconici della maison Chanel, il flacone originale di Chanel N°5 del 1921, uno dei profumi "pour femme" più venduto al mondo e amato anche da personalità come Marilyn Monroe che dichiarò più volte di andare a dormire indossando solo due gocce di "Chanel N°5, ovviamente".


Lo stile Chanel è da sempre uno dei più copiati al mondo: l'ambitissima borsa "2.55" è ancora oggi il modello più imitato in circolazione. 




La stessa Coco Chanel ne era lusingata: quante più donne vestivano "à la Chanel" tanto più era felice. 
Il suo commento sul "tubino nero" di Yves Saint Laurent non lasciò spazio ad obiezioni: "Saint Laurent ha un gusto eccellente. Quanto più mi copia, tanto più dimostra di avere classe".