sabato 7 febbraio 2026

Cominciando dalla Generazione Silenziosa, dai Baby Boomer alla Generazione Alpha, 7 generazioni con caratteristiche specifiche e ben differenti.

 





Le generazioni attualmente in vita possono essere

suddivise in 7 gruppi: 

Greatest Generation, Generazione silenziosa, Baby

Boomer, Generazione X, Y, Z e Alpha.

Vediamo a che anni si riferiscono e che caratteristiche hanno.

La Generazione silenziosa o della ricostruzione è costituita dai nati dal 1928 al 1945 ed è stata la grande protagonista del secondo dopoguerra. 

Molte delle persone di questo gruppo sono ancorate a valori tradizionali quali famiglia, matrimonio e lavoro. Hanno attualmente una scarsa alfabetizzazione alla tecnologia digitale (per motivi anagrafici) e non hanno troppa fiducia nel cambiamento.

I Baby Boomers sono nati tra il 1946 e il 1964. Hanno vissuto i primi anni di vita immersi in uno stato di crescita economica che ha permesso loro di impegnarsi per diverse cause civili e sociali, ma anche di dare importanza alla propria identità politica e alla realizzazione dei propri obiettivi personali.

La Generazione X o di transizione è composta da persone nate tra il 1965 e il1980. Si tratta di individui che in media hanno una coscienza ecologica piuttosto elevata rispetto alle generazioni precedenti, poiché hanno avuto la prima fase della vita segnata da problemi ambientali come Chernobyl o il buco nell’ozono.

La Generazione Y o dei Millennials è costituita da coloro che sono nati tra il 1981 e il 1996. È una generazione che comincia ad essere multiculturale e immersa nella tecnologia digitale. Ne fanno parte coloro che, di fronte alla precarietà lavorativa, hanno deciso di cominciare a cercare opportunità all’estero: sono la generazione dell’euro e della cittadinanza europea.

La Generazione Z o delle reti è composta dai nati tra il 1997 e il 2012. 

Sono generalmente presenti su tutti i social network, sono dinamici e amanti del cambiamento. 

Sono riconosciuti anche per il forte orientamento individualista.

La Generazione Alpha, infine, comprende i nati tra 2013 e il presente.

È importante ricordare che, come tutte le generalizzazioni, attribuire caratteristiche differenti alle varie generazioni può portare a sviluppare dei cliché o degli stereotipi. In questo contesto si parla anche di "miti generazionali". 

Se affrontata in maniera costruttiva, però, la comprensione delle specifiche caratteristiche di ogni generazione aiuta a riconoscere i conflitti generazionali e a favorire lo scambio reciproco, a eliminare i pregiudizi e a sottoporre a spirito critico le idee che abbiamo sull’età.

Il Crodino, l' iconico aperitivo analcolico italiano amato da Brigitte Bardot !

 


Cosa ci beviamo? Dai, ci beviamo il Crodino, l'aperitivo italiano nato in Piemonte!



Nell’estate 1965, a Crodo, un paesino delle Alpi piemontesi noto per le sue sorgenti termali, succede qualcosa di sorprendente : dallo stabilimento delle acque minerali escono più di 53.000 bottigliette colorate in un solo giorno.

È il debutto di una nuova bevanda analcolica frizzante, dal colore aranciato e dal gusto amaro, quella che diventerà il Crodino.


Il nome non era affatto scontato. Dopo aver pensato a Picador e Biondino un dirigente propone Crodino in  omaggio al paese di produzione.

Il 14 luglio 1965 il nome è registrato e pochi giorni dopo è iniziata la produzione ufficiale.

L'inventore è Maurizio Gozzellino, enologo torinese che tutti chiamavano “il mago delle essenze”. 

Trasferitosi a Crodo, ha lavorato per mesi con passione  sulla messa a punto di un mix di erbe e spezie, mescolandole con l’acqua purissima della fonte Liesel. 

La ricetta rimane ancora oggi segreta, ma si sa che include chiodi di garofano, cardamomo, coriandolo, noce moscata, zenzero e persino assenzio. 

Un dettaglio poco noto : la miscela viene fatta stagionare sei mesi in botti di rovere, come un distillato di pregio.


Il successo è stato immediato anche grazie allo slogan pubblicitario : Crodino, l’analcolico biondo che fa impazzire il mondo e l’immagine glamour di Brigitte Bardot nelle pubblicità televisive.

Negli anni la bevanda ha vissuto passaggi importanti : nel 1983 è acquistata dalla Bols, nel 1995 entra a far parte del gruppo Campari, che la trasforma in una vera icona nazionale dell’aperitivo analcolico.

Oggi il Crodino non solo resta protagonista sulle tavole italiane, ma si sta espandendo in tanti mercati internazionali, continuando a rappresentare un piccolo orgoglio made in Italy.

Nel 2024, a causa della scadenza del contratto fra Campari, che possiede il marchio Crodino e Royal Unibrew, l’azienda danese che aveva acquisito nel 2017 da Campari il sito di produzione e imbottigliamento di Crodo, quest’ultima ha interrotto la produzione del Crodino, spostandola nello stabilimento di Campari a Novi Ligure.

Ma sessant’anni dopo la sua nascita, il Crodino non ha perso il suo fascino: è ancora sinonimo di convivialità e leggerezza, capace di raccontare in un sorso la storia di un paese di montagna e di un’intuizione geniale.

E dal 2017, esiste anche il crodino rosso, gusto arancia rossa.