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lundi 5 septembre 2016

A Buenos Aires c'è una fantastica libreria : El Ateneo

C’era una volta... il Teatro Gran Splendid, inaugurato nel 1919 per volontà dell’imprenditore austriaco Max Glüksman, grande promotore del cinema e del tango. 

Nel 2000, il gruppo Yenny-El Ateneo, la catena di librerie più famosa dell’Argentina, decide di restaurare l’antico teatro e convertirlo in uno dei suoi locali, mantendo tutto lo splendore dei balconi originali, del sipario di velluto rosso e della cupola affrescata. 
Idea brillante: il The Guardian la dichiara la seconda libreria più bella del mondo.



Oggi, agli amanti della lettura, basterà varcare le porte a vetri dell’edificio situato in Santa Fè al 1860, nel quartiere Recoleta

El Ateneo – Gran Splendid possiede più di 120.000 titoli, meticolosamente ordinati per genere, negli scaffali che si trovano lungo tutte le pareti e nella platea.



Il piano terra e i primi due piani sono dedicati ai libri, nel terzo c'è un’ampia scelta di musica classica e film d’autore, mentre il quarto e ultimo piano è riservato alle esposizioni temporanee. 
L’interrato è dedicato alla letteratura infantile e alla musica in generale.




Un buon consiglio :  dedicare almeno un paio d’ore alla visita di questo luogo meraviglioso. 
Non si tratta infatti di una comune libreria, in cui si entra per scegliere un libro e pagare. 
Qui, numerose poltroncine permettono di sedersi comodamente a leggere qualsiasi volume, senza obbligo di acquisto, affacciati, se si vuole,  a uno dei balconi di granito.




Da ammirare, assolutamente, la grande cupola centrale che l’artista italo-argentino Nazareno Orlandi dipinse nel 1919 per celebrare la fine della prima guerra mondiale. 
L’affresco rappresenta un’immagine allegorica della pace.



Atout supplementare :  la zona ristoro, ricavata nel palco centrale.













La libreria El Ateno – Gran Splendid, la più grande del Sudamerica, è la meta perfetta per un giornata grigia. Mentre fuori piove, al suo interno risplendono, sotto le luci soffuse, i corrimano in ottone e le decorazioni dorate delle colonne in stile corinzio: l’ambiente perfetto per godere di una buona lettura!



E dopo questa splendida visita alla libreria più bella del mondo, parliamo della città di Buenos Aires..
Abitata da 3 milioni di persone, anzi 13 se si considera la periferia, Buenos Aires è senza dubbi la città più elegante e più europea del Sud America. 
Il clima europeo e multiculturale è il frutto della presenza dei discendenti degli emigranti europei (soprattutto italiani), approdati qui in cerca di fortuna agli inizi del secolo scorso.
La cultura europea ha dunque influenzato l’arte, l’architettura, la letteratura e in generale lo stile di vita argentino. 
Buenos Aires detta la «Regina del Plata» è una città cosmopolita dove sale da ballo eleganti succedono  a storici Café, ritrovo prediletto dei porteños (gli abitanti di Buenos Aires).
Ogni quartiere di Buenos Aires ha una propria particolarità :chic, verdeggianti, popolari e malfamati.
Agli amanti della natura, Buenos Aires riserva grandi parchi, spazi verdi ben tenuti ma soprattutto il Rio de la Plata che scorre silenzioso separando la metropoli dal vicino Uruguay.


Accanto alla città storica costituita da un insieme di lunghe vie sulle quali si affacciano edifici dagli stili neoclassici che ricordano tanto i palazzi europei di fine ottocento, vi è la Buenos Aires moderna concentrata soprattutto nelle zone chiamate Palermo Puerto Madero.
 

Il quartiere di Palermo è composto da edifici residenziali, è ricco di giardini e parchi e qui si trova anche l’Ippodromo dove vengono disputati i tornei di polo, le gare d’ippica, le manifestazioni sportive legate al mondo dell’equitazione. In una delle piazze principali si trova la statua equestre dedicata a Giuseppe Garibaldi mentre nel Parque Tres de Febrero c’è il Planetario Galileo Galilei.
Puerto Madero è un incantevole porto costituito da costruzioni moderne dove svettano alti grattacieli, ristoranti e locali disposti sul lungomare. E’ il principale porto turistico commerciale dell’Argentina. 

Qui si trova il Ponte de la Mujer progettato dall’architetto Calatrava, l’Isla De Marchi, la Nave Museo Presidente Sarmiento, le Torres El Faro.
Nel prossimo 2018 qui sarà ultimata la torre più alta di tutta Buenos Aires e dell’America Latina; il progetto prevede la costruzione di circa 54 piani per 235 metri di altezza.


IMBARCAZIONI-LUNGO-IL-TIGRE
Imbarcazioni lungo il fiume Tigre

Da fare assolutamente una minicrociera lungo il Tigre, delta fluviale nato dall’unione del Rio del Plata e del Rio Paranà; si trova nell’omonima città che dista 28 Km circa a nord di Buenos Aires e che si può raggiungere comodamente in treno. 
Il luogo è una meta turistica d’eccellenza per la bellezza del paesaggio che si ha modo di ammirare lungo la crociera. Nelle acque del Tigre, straordinariamente di colore marrone a causa del letto ferruginoso, navigano imbarcazioni d’ogni tipo: yatch, catamarani, canoe, moto d’acqua; tra il dedalo di corsi d’acqua e canali sorgono isolotti ricoperti da vegetazione lussureggiante, case, lidi balneari, club nautici, hotel e ristoranti.
 


Altri luoghi di straordinario interesse riguardano il complesso del Quartiere Recoleta, che costituisce un’area storica e culturale molto frequentata; all’interno dell’edificio dedicato a Recoleta vi è una sorta di esposizione permanente di mostre d’arte contemporanea che si susseguono a seconda delle manifestazioni in programma.
 


Sempre nello stesso quartiere si trova il monumentale Cimitero della Recoleta il cui nome deriva dai Padri “Recoletos” dell’ordine francescano che si stabilirono agli inizi del XVIII secolo in questa zona fondando un convento e successivamente il cimitero.


Il mercato dell’antiquariato si snoda lungo le vie principali del centro storico nel quartiere di San Telmo, dove  pullulano bancarelle che vendono pezzi di antiquariato, modernariato o artigianato dell’America Latina. I negozi di antichità, invece, sono dei raffinati ambienti dove è ancora possibile acquistare dipinti e mobili d’epoca di manifattura europea.  

 Quartiere San Telmo

Retiro: è un barrio, ovvero un  grande quartiere della Capital Federal situato a nord-est della città. 
Nelle vicinanze si trovano hotel a 5 stelle tra cui: Four Saisons, Mariott Plaza, Sheraton e Sofitel, ma anche importanti monumenti come la Basilica  del Santissimo Sacramento, la galleria commerciale Patio Bullrich,, la Torre de los Ingleses, una torre campanaria di mattoni rossi in stile palladiano, il Ministero degli Esteri, l’Air Force, la Marina Militare, la Zecca Nazionale e l’Hotel de Immigrantes, oggi divenuto un museo nazionale.
 


Stazione di Retiro

Nello stesso quartiere si trova la grande  stazione dei treni con possibilità di raggiungere zone urbane ed extraurbane; dietro la stazione vi sono i pullman – colectivos- per spostamenti dentro e fuori il Paese; davanti alla Stazione di Retiro vi sono le autolinee dei bus di città. 

Dall’altra parte del terminal Retiro s’affaccia la famosa Plaza San Martin dedicata in onore del militare argentino che ha contribuito all’indipendenza dell’Argentina nel lontano 1850, è considerato eroe nazionale e a lui sono dedicate vie, piazze e ritratti nella Casa Rosada. 
Troviamo poi il Palazzo Paz, il Palazzo di San Martin e il Palazzo Kavanagh, un grattacielo alto 120 metri e considerato il più alto dell’America Latina.  
Aree depresse: sempre nella zona Retiro, nella parte posteriore della stazione dei treni, sorge  una vasta zona degradata sul tipo delle Favelas di Rio de Janeiro, qui denominata “villas” che è testimonianza di quella parte della popolazione di Buenos Aires che vive ai margini della società, in  bilico tra la sopravvivenza e la criminalità. A questo scopo vi sono dei padri missionari che cercano di recuperare i giovani emarginati e reintegrarli nel tessuto sociale costituito dal rispetto delle regole.


Consigli utili :
Quando andare: i mesi migliori per visitare la metropoli sono senz’altro quelli corrispondenti al nostro autunno-inverno in quanto in Argentina- emisfero australe- incontreremo  la primavera  e l’estate. Come spostarsi: in taxi,in bus, in treno oppure in metropolitana. I prezzi sono abbastanza modici. Moneta: pesos argentino ma anche dollaro americano. Dove mangiare :la possibilità è varia e dipende dal costo e dalle esigenze personali ma non lasciamo Buenos Aires senza  aver gustato il saporito “filetto argentino”(bife de chorizo) accompagnato da un buon vino  delle località di Salta,Catamarca e Mendoza, il tutto immerso nella magica atmosfera offerta dalla musica e dalle evoluzioni dei ballerini di tango. E’ un’esperienza indimenticabile che andrà ad arricchire il palato, il cuore e la mente. C’è l’imbarazzo della scelta tra una miriade di locali rinomati per un’occasione unica. Sicurezza nella città: è sorprendente e confortante osservare come in una metropoli così caotica, affollata, vi sia un imponente numero di militari appartenenti alla Policia Metropolitana che vigilano lungo le Avenidas, le stazioni dei treni, gli aeroporti, supportati anche da una folta rete di telecamere.
Per i turisti italiani è sufficiente il passaporto senza l’obbligo del visto d’ingresso.
Il nostro consiglio, prima di partire, è di visitare il sito http://www.viaggiaresicuri.it -argentina e seguire le indicazioni fornite dal Ministero degli Esteri; compilare il modulo-questionario per registrare il proprio viaggio nel sito “Dove siamo nel mondo” per essere rintracciati in caso di emergenza.

lundi 22 août 2016

Buenos Aires città d'immigrazione, in breve


Buenos Aires è la capitale e maggiore città dell'Argentina. 

È una delle più grandi metropoli sudamericane e sede di uno dei maggiori porti del continente.

La capitale argentina sorge sulle sponde del Rio de la Plata (considerato il fiume più largo del mondo) e del Riachuelo che confluisce nel Rio de la Plata nel quartiere della Boca.

La città fu fondata nel 1536 col nome di Ciudad del Espíritu Santo y Puerto Santa María del Buen Ayre
La seconda e definitiva fondazione fu nel 1580 col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires
Occupava un area di 2,3 km² ed ospitava 63 abitanti.

Nel 1611 fu inaugurato il primo ospedale


Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione soprattutto spagnola ed italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e delle politiche del governo argentino volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera.


L'immigrazione italiana fu la prima ad arrivare in modo massiccio. 
Nel 1887 gli italiani costituivano il 60,4% dell'immigrazione totale per poi ridursi percentualmente con l'aumentare della immigrazione spagnola.

La crisi economica in Argentina (con la conseguente ricerca di una cittadinaza europea), le leggi italiane sulla cittadinanza e l'altissimo numero di argentini con antenati italiani, potrebbero fare della gran Buenos Aires la città al mondo col maggior numero di cittadini italiani (potenzialmente un numero di italiani pari a 2 volte la popolazione di Roma).

Sul fronte interno la condizione di grande porto di Buenos Aires e il predominio economico corrispondente hanno provocato un periodo di scontri civili. 

La separazione definitiva tra la città di Buenos Aires e la provincia è avvenuta nel 1880, quando è stata dichiarata "capitale federale" della nazione.


La fine del secolo vede anche l'affermarsi della vocazione portuale di Buenos Aires col miglioramento delle infrastrutture portuali e ferroviarie. 
In questo periodo si forma il quartiere della Boca, abitato in massima parte da marinai genovesi immigrati. 
Ancora oggi gli abitanti della Boca si chiamano xeneizes, (genovesi in dialetto genovese) e la scritta xeneizes appare sulle gloriose magliette del Boca Juniors




Il XX Secolo ha visto il consolidarsi dell'immigrazione europea che, con la seconda e la terza generazione, fanno ormai parte della classe dirigente. 
Buenos Aires cresce con le caratteristiche di una grande metropoli ed il porto è un punto di arrivo e partenza per transatlantici carichi di persone e merci.


La seconda immigrazione, verificatasi nella seconda metà del secolo, vede arrivare sulla scena argentina persone provenienti da altri paesi del Sud America e dell'Asia. L'accoglienza sociale di queste nuove minoranze etniche è però diversa e le comunità in questione faticano ad inserirsi nel tessuto sociale argentino.

 

Buenos Aires vede alternarsi nel XX secolo diversi capi di stato eletti da regolari elezioni, oppure da colpi di stato che hanno visto salire al potere governi non democratici o addirittura sanguinari.

Buenos Aires durante il governo militare nei primi anni '80 ha conosciuto il fenomeno dei desaparecidos in cui molti giovani venivano torturati e fatti sparire con l'accusa, spesso infondata, di simpatizzare per la sinistra considerata ispiratrice del terrorismo.


Parallelamente Buenos Aires è stato il teatro di movimenti di piazza importanti in sostegno o contro il governo. 
Buenos Aires, Palazzo del Governo 

Indimenticabili e impressionanti le folle acclamanti il presidente Juan Domingo Peron e l'affascinante moglie Evita, come le manifestazioni del gruppo delle Madri di Plaza de Mayo, gruppo costituito da donne che si riunivano in silenzio nella piazza antistante la Casa Rosada esponendo le foto delle  persone della loro famiglia scomparsi a causa della repressione militare. 
Buenos Aires, Piazza de Mayo

Più recentemente sono apparse le manifestazioni dei piqueteros che protestano con blocchi stradali contro le difficolta' economiche.








jeudi 11 août 2016

La Villa Bramasole a Cortona, protagonista del film americano " Under the Tuscan sun"





Guardando un film per passare una buona serata ho scoperto una commedia divertente e romantica, ambientata in Toscana, fra paesaggi e villaggi pieni di luce e colori: "Under the Tuscan sun"





Il film "Sotto il sole della Toscana" "Under the Tuscan sun" (tratto dal best seller omonimo) mi ha fatto vivere una favola piena di sole, d'amore, di cultura italiana. 

Nel film uno dei personaggi principali è una villa chiamata  la "Villa Bramasole," situata in un villaggio da cartolina postale, Cortona.


E oggi scopro che questa villa esiste veramente, e che si chiama veramente "Bramasole".


Dopo essere stata per diversi anni disabitata "Bramasole", la villa, immersa nella campagna toscana poco fuori da Cortona, fu messa in vendita e acquistata nel 1996 dalla scrittrice americana Frances Mayes che ristrutturò la villa per trascorrere le vacanze estive. 


L'autrice incominciò a descrivere la sua vita quotidiana tra i lavori di ristrutturazione, le visite nel villaggio di Cortona per acquistare i prodotti di base alla realizzazione dei piatti tipici della cucina italiana. 







Nacque così il libro" The tuscan sun" , che ha appassionato l’America per la bellezza dei paesaggi, per lo stile che li descrive con passione trasmettendo con brio l'amore per l'Italia e il piacere della vita semplice scandita dai ritmi della campagna con i profumi, i  sapori e con le ricette di cucina proposte dall’autrice. 

 
 




II libro divenuto in America un best seller ha portato migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo a visitare la Villa Bramasole,raggiungibile a piedi dal centro di Cortona  con una camminata di circa mezzora percorrendo un viale di cipressi, ognugno dei quali è stato piantato in memoria di un caduto della seconda guerra mondiale, le targhe col nome stanno cadendo in rovina , (ma nei progetti della scrittrice c'è l'intento di farle restaurare).

Sono ormai passati diversi anni ma per Cortona la Signora Mayes è stata fondamentale per far conoscere al mondo intero il pittoresco villaggio toscano. 



Dal 2003 inoltre Frances Mayes ha collaborato affinchè nascesse il festival del sole o meglio "The tuscan sun "che si svolge ancora oggi a Cortona tra Luglio e Agosto. 


A volte basta un libro, o un film, a cambiare il destino di un luogo ed è esattamente cio' che è accaduto a Cortona.

Cortona: Sotto il sole della Toscana


Da quando, ormai venti anni fa, la scrittrice americana Frances Mayes ha ambientato il suo romanzo Sotto il sole della Toscana a Cortona tutto è cambiato

Il libro, da cui è stato anche tratto un film di successo con Raoul Bova e Diane Lane, segna una svolta  per il villaggio toscano perché da quel momento il flusso di turisti e personaggi conosciuti in città è pressoché ininterrotto, con conseguente beneficio di tutta l’economia: turismo, ristorazione, settore immobiliare.


Il turista arriva in città mosso dalla curiosità, poi cade, senza rendersi conto, nelle spire dell’arte, dell’archeologia, della raffinata gastronomia, della spiritualità francescana del luogo.
La calda accoglienza e l’ospitalità dei cortonesi fanno il resto, il legame si instaura e diventa duraturo nel tempo. 

Lo sanno i tanti inglesi, americani, ma anche italiani, che dopo la prima visita continuano a venire, addirittura acquistano casa. 

Lorenzo Jovanotti, il cantante icona, da anni vive in città, luogo d’origine della sua famiglia. 
È anche il caso di illustri uomini d’affari, di personaggi mitici come Max Weinberg, il batterista della celebre E Street Band, di Bruce Springsteen, nominato cittadino onorario di Cortona, visto il suo forte legame con la città. 
Max Weinberg possiede due case e trascorre molti mesi a Cortona, insieme alla moglie Becky.
Anche George Lucas, il mitico creatore di Star Wars possiede una villa non lontano da li', a Passignano, sulle sponde del Trasimeno. 
Il fatto che a Cortona si trovi anche una sede dell’Università della Georgia e dell’università canadese aiuta certamente il flusso di stranieri in città.



vendredi 29 juillet 2016

Le charme de la République tchèque dans 10 livres.

Une liste de dix livres inspirés par les villes pittoresques, le paysage romantique ou l’histoire captivante de la République tchèque. Bien que leurs sujets varient et leurs genres aillent de la fantasy jusqu’au roman d’aventure en passant par de la satire, ils ont une chose en commun – leurs auteurs sont tombés sous le charme de la République tchèque.

 

1. L’insoutenable légèreté de l’être de Milan Kundera

 

 

Le célèbre roman du encore plus célèbre écrivain se déroule pendant le Printemps de Prague (en 1968) et décrit la vie intellectuelle et artistique de cette époque mouvementée, mais aussi les vies intimes de quatre protagonistes et d’un chien.

 

2. Le Procès de Franz Kafka

Le renommé écrivain Franz Kafka est né à Prague et avant d’influencer des générations d’écrivains, il était lui-même inspiré par cette métropole. 
Comme il l’avait lui-même écrit, Prague vous saisit et ne vous relâche plus. Kafka avait une capacité particulière de découvrir le mystère dans les ruelles praguoises, comme en témoigne par exemple son roman glaçant Le Procès.

 

3. Le Golem de Gustave Meyrink

 

Ce roman mystérieux se déroule à la fin du 19ème siècle dans les ruelles enchevêtrées de la ville juive en voie de disparition. 
Son héros enquête sur son passé et se retrouve de ce fait en danger mortel. 

 

4. Le Cimetière de Prague d’ Umberto Eco

Drame, aventure et un héros pas vraiment admirable. 
Voici les attributs du magnifique roman d’ Umberto Eco qu’il vous faudra lire, si vous voulez vous faire charmer non seulement par Prague, mais aussi par un fameux art d’écriture.

 

5. Le Brave soldat Chvéïk de Jaroslav Hašek

Le livre idéal pour le lecteur intéressé par l’histoire de la République tchèque et la nature particulière de ses habitants.
C’est une comédie noire satirique en prose qui pointe sans merci la corruption, l’hypocrisie et la dégénération de la société à travers la vie d’un simple soldat au cours de la Première guerre mondiale.

 

6. Les Extraordinaires Aventures de Kavalier & Clay de Michael Chabon

Roman qui a valu à son auteur Michael Chabon le prix Pulitzer et qui mène ses lecteur du Prague occupé par les nazis à New York où les deux héros principaux se réunissent pour créer une bande dessinée unique.

 

7. Praga magica d’Angelo Maria Ripellino

Œuvre d’amour et d’inspiration, le livre d’essais Praga magica de l’auteur italien rend hommage à la beauté, la mélancolie et le mystère qui entourent la ville sur la Vltava. Angelo Maria Ripellino était amoureux de Prague, condamnant violemment l’occupation de la Tchéquie en 1968, à cause de laquelle il n’a plus jamais pu revenir dans sa ville préférée.

 

8. Le Miracle secret de Jorge Luis Borges

Le dramaturge Jaromír Hladík est arrêté dans Prague occupé par les nazis, étant Juif et en plus fortement opposé à l’annexion de l’Autriche par l’Allemagne nazie. Ces raisons suffisent à son exécution. Or juste avant, un miracle inattendu se produit...

 

9. Gottland de Mariusz Szczygiel

Un des meilleurs journalistes d’investigation à succès a choisi comme son nouveau objectif la République tchèque et s’y rend de Pologne pour dévoiler ses secrets. Le roman à suspens Gottland vous sera un très bon partenaire lors du vol en Tchéquie.

 

10. The Prague Orgy de Philip Roth

À la recherche d’un manuscrit perdu rédigé par un martyr juif, l’écrivain américain se rend à Prague en 1970. Au cours de son voyage compliqué à travers le pays communiste, il en apprend plus que ce à quoi il se préparait.

mardi 26 juillet 2016

Fare una valigia per le vacanze




Cosa mettere in valigia per le vacanze ?

E soprattutto cosa non mettere, perchè viaggiare leggeri è più semplice, divertente ed è possibile.

E, in più, è super trend !



Dunque bisogna innanzitutto pensare in modo schematico, eliminando il superfluo.

Scegliere 5 look, da alternare, sovrapporre, riutilizzare e ripiegare in un piccolissimo spazio di un trolley o, addirittura, di uno zaino. Ecco quali sono...

Look n.1 - La canottiera grigia e il gonnellone lungo nero. Il look è cool (tanto da esser stato proposto anche nella sfilata primavera estate 2016 di Chloé), ma soprattutto pratico e divertente. Perfetto per una passeggiata sul lungomare..

 
Look n.2 - Il vestito lungo di lino bianco. Il lino è leggero ed elegante, è perfetto dall'aperitivo, alla cena shabby chic in campagna. Leggero, bello anche se stropicciato. (Nella foto il look è della sfilata primavera estate 2016 di Alberta Ferretti).

 
Look n.3 - Il caftano. Must dell'estate, caratterizzato da quell'eleganza esotica e impreziosito da ricami e applicazioni luminose come specchietti e perline. Basta infilarlo per trasformarsi in un attimo in una donna dall'eleganza sofisticata, perfetta in barca a vela, ma anche alla cena romantica a lume di candele. (Nella foto look di sfilata primavera estate 2016 di Fisico).



Look n.3 - Il costume intero. Perfetto sia al mare, sia in piscina. E se dal mare si va diretti all'aperitivo serve anche da top per la serata. (Nella foto look di sfilata primavera estate 2016 di Fisico).


Look n.5 - Il vestito glitter. Per il mare, la cena romantica, l'aperitivo in spiaggia, e siccome in vacanza tutto puo' succedere, meglio arrivare preparate e con il vestito giusto e luccicante, ovviamente! (Nella foto look di sfilata primavera estate 2016 di Sonia Rykiel).