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jeudi 28 novembre 2013

Hipster ? Uno stile





"Gli hipster sono quelli che sogghignano quando dici che ti piacciono i Coldplay. Sono quelli che indossano t-shirt con citazioni tratte da film di cui non hai mai sentito parlare e sono gli unici negli Stati Uniti a pensare ancora che la Pabst Blue Ribbon sia un’ottima birra. Indossano cappelli da cowboy o baschi e tutto in loro è attentamente costruito per darti l’idea che non lo sia"


Chi sono gli Hipster?
Sono ragazzi dal look vagamente nerd, malati di tecnologia (l’i-Phone è il loro miglior alleato) e ossessionati nello stare lontani dalla terribilissima “cultura di massa”.

Secondo lo Urban Dictionary, il più autorevole vocabolario online di linguaggio urbano, hipster, che deriva dal termine slang hip ovvero “informato sulle ultime mode”, è una sottocultura di persone tra i 20 e i 30 anni che crede nel pensiero indipendente, nell’anticonformismo, nella creatività, nell’arte e nella musica indie. 
 
Non rivendicano alcuna appartenenza politica, perché volutamente indipendenti da ogni regola. 
Non vogliono essere catalogati e eludono l’attualità: tranne, ovviamente, per quel che riguarda musica e moda. 
L’unica religione che tutti gli hipster riconoscono come tale sono i pantaloni attillati: le donne indossano quelli super slim, stretti fino al polpaccio e gli uomini – per risultare ancora più insaccati – si infilano a fatica nei modelli femminili.

E’ uno stile presente soprattutto nelle grandi metropoli, Milano, Londra, Berlino…New York
Monopolizzano tutto quello che sia tendenza, odiano la moda anche se ne fanno decisamente parte.

Amano mescolarsi alla massa ma non riconoscersi in essa, si ritagliano spazi personali di scelta e di pensiero, sono di ogni età, usano oggetti che gli capitano a tiro (bicicletta, casco, cappelli, occhiali da sole) che diventano parte integrante del loro look e proprio modo di essere.

I capi d’abbigliamento che indossano sono vari e tutti elegantemente miscelati: t-shirt bianche, camicie nere smanicate, grandi occhiali da vista e da sole, pantaloni attillati, cappelli, sciarponi.  
Impossibile omettere, quindi, le t-shirt. 
In teoria andrebbero indossate quelle vintage, con scritte che ricordano rock band degli anni ’70 e ’80, anche se le maggiori catene di abbigliamento vendono magliette nuove in puro stile vintage ma dal taglio attillato. 


Come detta New York, fonte di ispirazione per gli hipster del mondo, anche le camicie a quadri stanno entrando nel loro guardaroba: di flanella, come quelle grunge anni Novanta, ma sempre in versione molto aderente.


Come dettaglio unisex, che l’hipster abbia o meno carenza di diottrie, è fondamentale indossare un paio di occhialoni che ricordano il modello Wayfarer della Ray-Ban. L’importante è che siano da vista perché quelli da sole sono considerati troppo “omologati”.

Per gli uomini è fondamentale sfoggiare i baffi. Ma anche qui vale la regola dell’ironia e della leggerezza. Il taglio dev’essere anni Ottanta: sottile, corto e poco folto. Insomma, più Burt Reynolds che Tom Selleck. Per le donne, capelli spettinati e – all’apparenza – poco curati, meglio se con una fascetta intorno alla testa.

Quanto alle scarpe, maschili o femminili, le regole sono due: suola ultrapiatta e stile minimal. Bene le All Star, le Toms, una sorta di espadrillas fashion e solidali – per ogni paio acquistato un paio viene regalato ad un bambino bisognoso – e le ballerine. 
Sono entrate di recente nell’armadio degli hipster anche le scarpe da basket modello Reebok primi Novanta.


Per completare il look, perfetti un cardigan aderente (alcuni sembrano appena usciti da un lavaggio sbagliato) e una kefiah che, volutamente privata di qualsiasi significato politico, va sfoggiata nei colori dal viola al rosa o fantasia, con cuori o farfalle. 


L’icona moderna dell’hips può essere considerato Johnny Deep col suo stile svagato e sempre cangiante, un po’ fuori moda anche se molto ricercato.



 

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