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mercredi 21 avril 2010

la Tosca all'Opera di Roma, nell'allestimento storico





Svetla Vassilova
Anda Louise Bogza
foto di Corrado Maria Falsini


Il melodramma di Puccini torna nel luogo del debutto con una messinscena che è quasi una copia dell’originale.
La direzione d’orchestra è di Fabrizio Maria Carminati, la regia di Mauro Bolognini.


Scena della Tosca. Foto di Corrado Maria Falsini

Siamo nel 1900, il 14 gennaio, quando in presenza della Regina Margherita, nel Teatro Costanzi di Roma debutta in scena per la prima volta la "Tosca" di Giacomo Puccini, melodramma in tre atti dal libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirato al dramma omonimo di Victorien Sardou, diretto da Leopoldo Mugnone e Hariclea Darclée nel ruolo principale.
Tra il pubblico, oltre a importanti autorità, sono presenti dei compositori di fama quali Giovanni Franchetti e Pietro Mascagni.
L’opera é destinata devenire rapidamente uno dei capolavori di Puccini.
Infatti la storia del personaggio della Tosca, nota cantante nella Roma papalina, é il melodramma di una donna coinvolta in un infelice triangolo amoroso, dove i sentimenti più estremi, dalla gelosia, alla paura o alla felicità, raggiungono il massimo dell’intensità.

L’opera conquistò immediatamente il pubblico malgrado le critiche non sempre favorevoli.
Da giovedì 1 a domenica 11 aprile, la Tosca é tornata nel prestigioso Teatro diretta dal maestro Fabrizio Maria Carminati nell'identico allestimento storico con scene dipinte alla maniera tradizionale.
Un’«emozione», ha affermato il maestro Carminati nel corso della conferenza stampa, «una Tosca che cerco di riportare alla cura che Puccini aveva nello scrivere. Puccini aveva un’attenzione maniacale ai dettagli, sia musicali, che di stile. Per fare un esempio, il sagrestano ha un tic nervoso: Puccini descrive quest’elemento con estrema attenzione e alla fine di ogni frase dedica due righe al fatto che il sagrestano girasse di scatto la testa a destra. La partitura, poi, è un vero e proprio copione teatrale».

Lo spettacolo é stato messo in scena con la regia di Mauro Bolognini, ripresa da Marco Gandini, mentre le scene di Adolf Hohenstein sono state realizzate all’epoca da Ettore Rondelli; il disegno luci fu di Mario De Amicis.
Nel corso delle nove repliche, si sono alternate per interpretare Floria Tosca Svetla Vassileva, Anda-Louise Bogza e Nadia Vezzù; mentre, nel ruolo di Mario Cavaradossi, Marcello Giordani, Francesco Grollo e Salvatore Licitra; nei panni del Barone Scarpia : Juan Pons, Alberto Mastromarino e Franco Giovine; in quelli di Angelotti Paolo Battaglia, del Sagrestano Giorgio Gatti e Angelo Nardinocchi; Mario Bolognesi : Spoletta, mentre Giovanni Guagliardo, Andrea Buratti e Fabio Tinalli hanno interpretato Sciarrone; Un carceriere Riccardo Coltellacci, Francesco Luccioni, Daniele Massimi.
Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera, Coro di Voci Bianche di Roma dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Josè Maria Sciutto.

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