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lundi 18 janvier 2010

Ovidie,"porno femminista"....


Ovidie racconta in “Histoire de sexe(s)” le tante facce del piacere.
Foto ©La Presse Ovidie Becht

Pensato spesso come un prodotto a uso e consumo di un pubblico maschile, il genere porno è da decenni accusato dalle femministe di riprodurre stereotipi degradanti della donna vista solo come oggetto sessuale destinato unicamente a esaltare il desiderio maschile.

Esiste però un’altra faccia del porno, etichettata in maniera un po’ approssimativa come “porno femminista”, che esplora l’universo del piacere femminile, le sue fantasie, i suoi lati oscuri. Sebbene esista una “corrente” di questo tipo anche negli Stati Uniti, è la francese Ovidie la regina incontrastata di questo genere.

Ovidie nasce nel 1980 da una famiglia alto borghese, e già da adolescente inizia a interessarsi al mercato del porno, quando, militante femminista in erba, vuole approfondire con una ricerca gli stereotipi femminili degradanti nei film porno.
Ben presto quest’universo la assorbe al punto tale che, appena diciottenne, studentessa di filosofia, inizia a recitare lei stessa in alcune pellicole hard, diventando nel giro di pochissimo tempo una star del settore.
La sua ambizione è di cambiare dall’interno il mondo del porno, introducendovi produzioni destinate specificamente a un pubblico femminile.

Già a vent’anni passa dall’altra parte della macchina da presa.

Uno dei suoi film, “Lilith” (2001), riesce a entrare nel circuito del cinema mainstream, e Ovidie inizia a essere invitata ovunque in veste di “esperta”, di “femminista”, di “performer”.

Tutte etichette che le vanno strette, ma alle quali si adegua pur di poter diffondere il suo lavoro. Le donne, dichiara in un’intervista recente, “per secoli si sono vergognate di amare il sesso, così si è diffusa la convinzione che fosse importante solo per gli uomini”.
Al contrario, prosegue, “anche le donne hanno un loro ricco immaginario sessuale”.

Ovidie è oggi regista, produttrice, scrittrice e continua a battersi per il superamento degli stereotipi e dei silenzi che circondano il mondo del sesso al femminile.
Per l’emittente satellitare francese French Lover Tv cura un programma di educazione sessuale senza veli per donne, continua a scrivere libri e all’ultima edizione del Festival del cinema porno indipendente di Berlino ha presentato, “Histoire de sexe(s)”, un film che mette a confronto immaginari e fantasie maschili e femminili attraverso le storie di otto amici che si incrociano e si sovrappongono: le scene spinte ci sono, ma il film vuole essere qualcosa di più di una produzione porno.
E’ per questo che Ovidie si sta battendo affinché le venga data la possibilità di distribuirlo, nel 2010, nelle sale mainstream.

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