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samedi 31 janvier 2009

A Rovigo la mostra Art Déco


Mascolina o bajadera, essenziale o seducente, l’epoca che ha declinato l’eterno femminino
Art Déco. Arte in Italia 1919-1939

Rovigo, raccontando il mondo del Déco italiano tra il 1919 e il 1939 (quello insomma tra le due guerre), rende omaggio all’«eterno femminino». Trasformato in una sorta di collante capace di coagulare attorno a sé il gusto di un’intera epoca, ma anche il nuovo sentire delle avanguardie (a cominciare dal Futurismo).
Non a caso, dunque, il simbolo della mostra di Palazzo Roverella è il ritratto di Wally Toscanini, vera e propria icona del gusto del suo tempo, vestita alla maniera della Regina di Saba in un quadro di Alberto Martini (con tanto di copricapo a raggiera intarsiato di perle che potrebbe tranquillamente aver ispirato generazioni di Wande Osiris).

Non a caso, accanto a lei, sfilano (tra le altre), la «Soubrette » di Camillo Geranzani, la «Signora» ritratta da Marcello Dudovich, la «Giapponese » di Anselmo Bucci.
Non a caso ci sono le donne di Coco Chanel e quelle di Poiret «Le Magnifique».
"Da una parte" spiega Francesca Cagianelli curatrice con Dario Matteoni dell’esposizione "c’è quella essenziale e un po’ mascolina, dall’altra c’è quella che sembra volersi ispirare alle bajadere e che tanto ama gli atteggiamenti teatrali. Ma non esiste contraddizione, sono in fondo due facce dello stesso viaggio attraverso la modernità".
D’altra parte il Déco rappresenta da sempre, quasi per definizione, un grande crogiolo di idee, sollecitazioni, spunti, un momento della storia dell’arte davvero affascinante e «che in Italia non è ancora stato del tutto indagato».

Da qui nasce la sfida. «Dopo esserci occupati della Bella Epoque, quest’anno ci siamo dedicati a un "momento successivo", il Déco appunto, inteso non soltanto comemovimento artistico, ma piuttosto come "gusto collettivo", come "spirito del tempo" — chiarisce Matteoni, critico e storico dell’arte —.
Volutamente ci siamo soffermati non sul consueto filone delle arti applicate ma su pittura e scultura. Con due eccezioni: le porcellane di Gio Ponti per Richard Ginori e i vetri di Vittorio Zecchin». Allo stesso Ponti (presente con il mondo fantastico della sua «Velesca » e del suo Circo, con la sua Conversazione Classica e le Passioni prigioniere), a Fratta Polesine, sarà invece dedicato un approfondimento («per appunti» dicono gli organizzatori) della sua attività di designer.

Si passa così (nelle undici sezioni di Palazzo Roverella), da Galileo Chini ad Aristide Sartorio, da Arturo Martini a Elisabeth Chaplin, da Primo Conti a Ferruccio Ferrazzi, da Thayaht a Depero («con il suo geometrismo estremo»), da Umberto Brunelleschi («che traghetta le esuberanze floreali del liberty verso la "leggerezza" del déco»), da Balla a Prampolini, da Fillia a Djulgheroff, dalla metafisica di Casorati al monumentalismo di Sironi, da Campigli a RAM, da Libero Andreotti a Romano Romanelli, da Adolfo Wildt a Duilio Cambellotti.

Il tutto raccontato con «tecniche nuove» come quei pochoirs (svolta grafica del déco) che, raccolti in quaderni e album, finiranno per trasformarsi in veri e proprimanuali di bon ton. E che vedono protagonista principale (l’uomo in fondo resta un accessorio di contorno) ancora una volta la donna. Agghindata di boa (talvolta un po’ «sfioriti») e bigiotteria varia, di «baschetti geometrici» e di cappelli tagliati alla garçonne per inseguire un’altra modernità.

«Perché—spiegano i curatori — la "nuova" donna alla continua ricerca di una divisa, di una moda che le consenta di riaffermare la propria personalità». Forse per questo, tra le labbra, stringe l’immancabile sigaretta (naturalmente con bocchino, magari di madreperla). Il déco non è anche lo strumento per riaffermare, quindi, una nuova consapevolezza «al femminile».

E se la donna degli anni Venti e Trenta resta, sempre e comunque, al centro del desiderio maschile, allo stesso tempo sembra scoprire «di poter essere protagonista attiva della nuova società». Una donna moderna e soprattutto diversa. Quella stessa che si ritrova nello sguardo dell’ «Orizia agli specchi» (Ferrazzi), della «Mannequin» (RAM), della «Giulietta en coulotte de cheval» (Cavaglieri).

mardi 27 janvier 2009

Il romanzo di una cassiera



Le tribolazioni di una cassiera
Anna Sam
Casa editrice: Corbaccio
Anno 2009 - 200 pp. - 14,00 euro
Genere: narrativa

“In media al giorno si dicono 250 “Buongiorno”, 250 “Arrivederci-Buona giornata”, 500 “Grazie” 200 “Ha la Fidelity Card?”, 70 “Il suo codice per favore”, 70 “Può riprendere il bancomat”, 30 “I bagni sono là”.
Non è la cronaca di una maniaca delle statistiche ma solo il diario di una cassiera che con il suo libro è diventata una scrittrice di successo e un caso editoriale in Francia.
Con più di 100.000 copie vendute e oltre 600.000 contatti nel suo blog, Anna Sam è la nuova eroina dei lavoratori precari.
Le tribolazioni di una cassiera è la confessione lucida e pungente dell’incredibile – e spesso dimenticata – realtà della grande distribuzione, un esercito di impiegate che hanno fatto di bip e codici a barre la colonna sonora della propria vita.
In questo libro non si risparmia niente e nessuno: aneddoti, pensieri e personaggi popolano un bizzarro mondo tra i carrelli, dove il decalogo della cassiera modello prevede “dodici minuti di pausa, 880 euro al mese, l'identikit del cliente tipo” e le mamme dicono ai propri figli: "Vedi amore, se non sei bravo a scuola lavorerai alla cassa come quella signorina lì".
Se lo stile ironico e tragicomico può farti pensare a una Bridget Jones, dimenticati il finale romantico.
Grazie al successo ottenuto, il film in arrivo e l’adattamento teatrale del libro la nostra Anna Sam può davvero riscattarsi con un bel licenziamento. Insomma pare proprio che le star di domani si nascondano al supermercato.
Giusy Ferreri vi dice qualcosa?

http://caissierenofutur.over-blog.com/

Miss Mercy per Coca Cola


Anche la bevanda più famosa del mondo ha un debole per le bionde.
Dopo la sensualissima Kim Basinger, protagonista del precedente spot Diet Coke, adesso è la volta di Duffy, icona pop inglese rivelazione del 2008. “Adoro la Diet Coke.
Ne bevo così tanta che se non mi avessero scelta per la loro pubblicità avrebbero dovuto darmi almeno delle quote in azienda”, ha dichiarato la cantante.
Scelta dall'agenzia pubblicitaria Mother London per il suo irresistibile talento naturale, Miss Mercy ha le carte in regola per conquistare il target femminile di riferimento: le giovani dai 20 ai 35 anni. In Italia, dove la Diet Coke è conosciuta dal 1991 come Coca Cola Light, Duffy sarà visibile negli spot tv solo da marzo... e le more mediterranee l’aspettano al varco!

super Boss!


Working on a dream
Bruce Springsteen
Etichetta: Sony BMG
Anno 2009- 20,90 euro
Genere: rock

Ascoltando Queen of the Supermarket e ti ritrovi negli anni’60 con la gonna a ruota e un cerchietto tra i capelli.
Ti immagini già in estate, più leggera, in vacanza e con i pensieri azzerati.
Non c’è niente che non vada, se non per il fatto che quello che stai ascoltando è, stranamente, un disco del Boss.
Ti chiedi dove sono gli inni a Barack Obama, le riflessioni impegnate su questo tempo di crisi, le oscurità tipiche dello stile di Spingsteen.
Ecco, invece, la sorpresa: ad appena un anno di distanza dall’uscita del precedente Magic, il ritorno con un album meravigliosamente – e semplicemente- pop.
Prodotto dall’amico Brendan O’Brien con la E Street Band durante la pausa dello scorso tour, Working on a dream celebra la leggerezza e il potere della musica. I purismi del genere hanno lasciato spazio a melodie più accessibili, al sound dei Beatles e allo scanzonato power pop dell’epoca (Surprise Surprise) senza dimenticare episodi di buon vecchio blues (Good Eye).
A confortare gli spaesati fan ci sono The Last Carnival e la bonus track The Wrestler (dal tema del film per il quale ha ricevuto o il Golden Globe come miglior canzone originale), due brani più intimisti e sofferti, lontani dalla luminosità che circonda il resto del lavoro.
Non chiedere né aspettarsi di più di sana e buona musica destinata al relax: arrivato al 24° album e alla gloriosa età dei “quasi sessanta”, uno come lui può permettersi quello che vuole.

jeudi 22 janvier 2009

Avatar..



Tecnochic: re-inventa te stessa con gli avatar..
Nelle tue scorribande in rete puoi presentarti con l'aspetto che vuoi, creando un avatar personalizzato che può essere la tua foto, un disegno, un fumetto.
Unico limite, la fantasia ..

South Park
Ti senti brutta, sporca e cattiva e vuoi che il mondo ci rida su? Presentati come un personaggio di South Park, adesso sul sito ci sono anche gli avatar femminili!.

Iconator
Se proprio non trovi una foto che ti piace e di disegnare non se ne parla proprio, rivolgiti a un sito come Iconator, che propone immagini gratuite di tutti i tipi, dalla foto della celeb di turno ai fumetti ai manga. I manga sono i nostri preferiti :-)

Yahoo Avatars
Per usare questo servizio di Yahoo è necessario essere registrati, ma ne vale la pena. Uno degli avatar proposti, sempre da personalizzare come vuoi, è la "fashion goddess", la "dea della moda". Puoi scegliere anche l'espressione del viso e l'abbigliamento. Imperdibile per noi Stylers :-)

Simpsonize me
Pronti per una trasformazione totale e un trasferimento nel folle mondo della famiglia più disfunzionale possibile? Questo divertente sito ti trasforma in un personaggio dei Simpson: basta caricare un tuo primo piano. Perfetto se vuoi sdrammatizzare un pochetto.

Doppel me
Ehi, una cosa importante: nessuno ti impedisce di usare un avatar di un sesso diverso dal tuo, pur mantenendo nome e identità. Se ne hai voglia, s'intende. Su Doppel si parte proprio dalla scelta del sesso, poi il colore della pelle: esplora nuove identità, anche questo è il bello della fantasia in rete.

PicResize
Il primo passo: una volta che hai scelto la foto che vuoi ti rappresenti devi ottimizzarla in modo che abbia il formato adatto (tipicamente piccolo, leggero e quadrato). Per farlo non hai bisogno di un programma ad hoc, ma puoi usare uno dei tanti servizi online: carichi la foto, la tagli, la ridimensioni e la alleggerisci. PicResize è uno dei più completi, perché ti permette anche di migliorare la qualità della foto.

Gravatar
Una volta che hai scelto e ottimizzato la foto ideale puoi associarla a tutte le identità che hai in rete: qui su Style, su Gtalk, sui forum che frequenti, quando commenti un qualsiasi blog. Il modo più comodo per farlo senza dover personalizzare a mano tutti i profili è creare un "gravatar", cioè un avatar "globalmente riconosciuto". E' facile e comodo.

Second Life
Inutile ripeterlo: su Second Life sei il tuo avatar e la cura necessaria per personalizzarlo è pari almeno a quella che nel mondo reale mettiamo nel vestirci. L'importanza del look è tale che esistono stilisti specializzati nel disegnare bellissimi abiti digitali, che non si stropicciano, non vanno lavati e costano molto, molto meno.

30 anni, 30 euro



Una promozione speciale dedicata ai giovani che amano la buona tavola e sognano la "dolce vita romana"

Dopo essere stato rinnovato ad agosto, il ristorante Doney dell’Hotel Westin Excelsior di Roma (via Vittorio Veneto, 141), è pronto ad aprirsi a una clientela più giovane e trasversale, cui propone un'offerta davvero imperdibile.
Tre portate a scelta tra quelle presenti nel menu e contrassegnate dal simbolo 30, a un prezzo "calmierato" di 30 euro, bevande escluse.
Basta avere dai 18 ai 35 anni ed esibire un documento di identità all’ingresso.
Tra i piatti preparati dall'executive chef James Foglieni, un antipasto di tempura di verdure con mozzarella di bufala all’essenza di olio d’oliva, ravioli di ricotta affumicata con lime e bottarga o gnocchetti di salmone con asparagi al pesto come primi; filetto di cernia o guanciale di vitello come seconsi e semifreddo al cocco e coriandolo con croccante di riso soffiato e fonduta al cuore nero come dessert.
La promozione è valida tutti i giorni della settimana ad esclusione dei festivi, dalle 12.30 alle 15.30 per il pranzo, dalle 19.30 alle 23.30 per la cena.
Informazioni e prenotazioni al numero 06 47082783

Primavera Estate 09 : testimonial -mania




Le griffe continuano a puntare sul carisma delle celebrities.
Ecco le star del cinema, della musica e del fashion system scelte per rappresentare le collezioni Spring/Summer 2009 sui magazine di tutto il mondo..

Madonna per Louis Vuitton
Who: Madonna. Regina del pop internazionale, attrice, scrittrice, regista, produttrice…
What: Mood anni Quaranta per il primo shooting Louis Vuitton firmato Steven Maisel. In un set che ricorda un café parigino, Madonna interpreta le audaci minigonne, i sandali etnici e i bracciali animalier della collezione PE 09. In primo piano, la borsa oversize Monogram.

Lily Donaldson per Burberry

Who: la top londinese Lily Donaldson, scoperta a soli sedici anni a Camden Town e subito immortalata da Mario Testino sulla cover di Vogue.
What: sullo sfondo della romantica campagna inglese di Richmond-Upon-Thames, il direttore creativo Christopher Bailey ha scelto un cast di giovani attori, rockstar e top-model per rappresentare l’anima classica ma beat di Burberry.

Le cento candeline del Corrierino



Apre il 22 gennaio, a Milano, la mostra Corriere dei Piccoli.
Storie, fumetto e illustrazione per ragazzi che celebra il centenario della nascita del fortunato giornale per ragazzi.
Dal signor Bonaventura alla Stefy, dalla Pimpa a Sor Pampurio un viaggio (e un tuffo nell'infanzia per molti) attraverso oltre 300 disegni e materiali grafici originali.

Il Corriere dei Piccoli fa il suo debutto in edicola il 27 dicembre 1908.
Unico nel suo genere, con figure, storie e notizie alternate a testi di grandi firme della letteratura (da Ada Negri a Dino Buzzati, Gianni Rodari, Mino Milani), presenta anche giochi, rubriche di posta e personaggi che entrano ben presto nella storia.
Oltre trecento le opere in visione alla Rotonda della Besana dal 22 gennaio al 17 maggio 2009.

Corriere dei Piccoli. Storie, fumetto
e illustrazione per ragazzi
22 gennaio - 17 maggio 2009
Rotonda di Via Besana
via E. Besana 12, Milano
Catalogo Skira

mercredi 14 janvier 2009

Bernard Moglia


Né en 1947 à Saint Gengoux de Scissé.
Destiné à la carrière d'ingénieur.
Après l'obtention de ses diplômes est insatisfait.
Entre à l'école des Beaux-Arts de Besançon.
Etudie l'esthétique industrielle avec Charlotte Perriand puis la peinture avec Jean Ricardon.
Séjourne à Florence et travaille à la bibliothèque nationale italienne.
A ce moment, sa peinture, élaborée à partir du schéma humain se résume à un jeu de tracés de couleurs pures développées autour d'un axe.
La rencontre de Michel Seuphor l'imprègne de façon significative.
Vers 1975, sa peinture prend l'aspect de constructions colorées et translucides.
Plus tard, s'éloignant d'une méthode "propre à combler le vide", il entame une longue révision stylistique - spéculation à la hausse-.
Son travail est à la fois le résultat de l'isolement et d'une manière proprement graphique de raisonner et connaître.
C'est en constructeur qu'il tente d'équilibrer pensée utopique, légèreté ironique, éthique, laissant visible une secrète exaspération silencieuse.
Eprouvant une certaine aversion pour ce succédané de la combativité créatrice qu'est la volonté de se mettre soi-même en scène, il expose peu.

lundi 12 janvier 2009

Exposition"Anne Franck" à l'IUFM de Besançon




L’exposition « Anne Frank, une histoire d’aujourd’hui » sera présentée du 12 janvier au 22 février 2009 en partenariat avec la Ligue de l'Enseignement du Doubs.

Espace culturel de l'IUFM
Salle du Gymnase. 25 000 Besançon .
Entrée libre, réservations pour les visites scolaires et les groupes
03 81 25 06 39

Spazio Milano



Spazio Milano, dell' Agenzia UniCredit Banca di Piazza Cordusio, compie due anni di intensa attività e presenta la nuova programmazione. Ormai consolidatosi come punto di incontro, dialogo e scambio per la comunità, questo spazio, situato nel cuore di Milano, continua a proporre discussioni, presentazioni e progetti.
L'attività 2009 continua ad avere come primo obiettivo la valorizzazione delle espressioni culturali della città; il dialogo con il contesto internazionale mettendo in connessione i diversi Paesi in cui il Gruppo opera attraverso la ricerca di artisti contemporanei e dando voce ai Colleghi del Gruppo.

Dal 3 febbraio al 27 febbraio saranno protagoniste due artiste, presenti nella collezione del Gruppo: Handan Börüteçene e Kateřina Sedá, rispettivamente dalla Turchia e dalla Repubblica Ceca, Paesi nei quali UniCredit ha una rilevante presenza.
Figura tra le più rappresentative nello scenario dell'arte turca, Börüteçene (Istanbul, 1957. Vive e lavora a Istanbul) si muove tra scultura, fotografia e installazione e in particolare si concentra su alcuni temi di grande interesse per la società e l'arte contemporanee: l'identità e la memoria.
In particolare nell'installazione esposta intitolata Waters that Tie / Waters that Untie, l'artista riflette sul legame tra Venezia e Istanbul ispirandosi alla memoria della cultura bizantina.
Riflette invece sul concetto di casa, inteso come luogo che forma l'uomo sia socialmente sia culturalmente, la ricerca di Kateřina Sedá (Brno, 1977. Vive e lavora tra Brno e Praga) .
I suoi interventi sono infatti il risultato di un'incondizionata analisi della dimensione individuale e collettiva. Il lavoro presentato a Spazio Milano, For Every Dog a Different Master, ci conduce nella città natale dell'artista a Brno-Lisen e a Nova-Lisen.
Il titolo dell'opera cita un vecchio proverbio ceco e fa esplicito riferimento all'eterogeneità degli abitanti di quei luoghi. In occasione della mostra si terrà una lecture per gli studenti presso l'Accademia di Belle Arti di Brera.

Coinvolgendo molte delle realtà culturali attive nelle città - tra cui l'Accademia di Brera, NABA, Il Politecnico, Avis, Contrasto, Il Consolato della Repubblica Federale di Germania, l'Archivio di Stato, l'Atelier di Pittura Adriano e Michele dell'ex ospedale Fatebenefratelli, il Centro di studi per la storia dell'editoria e del giornalismo e la Regione Lombardia - Spazio Milano si è dimostrato sempre aperto al dialogo con altri attori, guidandoci alla scoperta delle eccellenze del territorio.
Questo spazio espositivo, situato all'interno di una Filiale che è a sua volta ubicata in uno dei più rilevanti palazzi storici di Milano, nasce per mettere in relazione il mondo del business a quello della cultura, diffondendo i linguaggi della contemporaneità, riflettendo sulla storia e sulla memoria, offrendo una vetrina di alta visibilità ai giovani come alle diverse espressioni della creatività.
Ma soprattutto Spazio Milano è un luogo che si apre alla città e ai suoi stimoli, ai cittadini, all'interazione con l'esterno. UniCredit vede nella cultura uno strumento necessario per mettere in circolo nuovi pensieri ed idee. La cultura è dialogo e apertura, è alimento per i giovani, per la classe dirigente di un Paese, è futuro per le comunità.

La programmazione di Spazio Milano
La programmazione, curata da Catterina Seia in collaborazione con Francesca Pagliuca e Neve Mazzoleni di UniCredit & Art, presenterà per la sezione internazionale:

-Dal 3 febbraio al 27 febbraio saranno protagoniste due artiste, presenti nella collezione del Gruppo: Handan Börüteçene e Katerina Seda, rispettivamente dalla Turchia e dalla Repubblica Ceca, Paesi nei quali UniCredit ha una rilevante presenza.
-Dal 2 Marzo al 13 marzo un'esposizione, in collaborazione con l'Associazione Allegra, dedicata a Bratislava-August '68 di Bielik.
-Dal 18 maggio a fine giugno sarà allestita la mostra di Lucia Nimcova di recente presentata nelle sale del Tresor, project room del Bank Austria Kunstforum di Vienna, membro di UniCredit Group, nell'ambito del programma di valorizzazione delle giovani risorse creative CEE.

Per il percorso di valorizzazione della creatività milanese:

-Dal 16 marzo al 30 marzo sarà protagonista Giulio Manfredi, art director del marchio Manfredi, riconosciuto a livello internazionale come creativo del gioiello presenterà la collezione della sua "arte indossabile".
-Dal 31 marzo al 17 aprile la Scuola di incisione di Pedroli presenterà i lavori dei suoi allievi; -Dal 20 Aprile al 15 maggio, in concomitanza con Orticola - Mostra di piante e fiori, che trasformerà Milano in un giardino, nello Spazio fioriranno rose.

Non ultima la sezione che da voce ai colleghi del Gruppo.
È in corso, visitabile fino al 30 gennaio una selezione di scatti di "Impronte di Luce", di Stefano Schrievers, collega di UniCredit, relativa ad un progetto umanitario itinerante. Si tratta della seconda presentazione dei lavori di coloro che animano il Gruppo: nel 2008, Giuseppe Ripa, aveva presentato "Lightly", sulla Fiera di Milano, raccolti in un catalogo di Charta.





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Spazio Milano
Agenzia UniCredit banca
Piazza Cordusio, Milano
www.unicreditgroup.eu
www.unicreditbanca.it
unicreditandart@unicreditgroup.eu


Immagine: nella foto, l'artista Kateřina Sedá

samedi 10 janvier 2009

Ettore Pozzoli


Ettore Pozzoli was born in Seregno on the 22nd July 1873.

In 1895, soon after he received his diploma from Milan Conservatory, he wrote "Allegro di concerto" for piano and orchestra, the oratorio “Jefte’s daughter”, a string quartet and “Theme and variations” for piano and orchestra .
There is in all these works a rich harmonic modulation which surpasses that which maybe found in the music of Wagner and Brahms and is more like Debussy.
In 1902 he married Gina Gambini, who had studied singing with maestro Leoni. At the same time he started to teach music theory and solfeggio at the Conservatory of Milan. He contributed to the magazine "Musica sacra" with a rich repertory of much appreciated passages.
Pozzoli was at his best when teaching, showing a mature creative energy and a serious and constant commitment to his work. His greatest contribution are his works on theory and solfeggio, his progressive difficulty course for piano and his teachings of harmony and counterpoint. Giancarlo Menotti and Giulio Confalonieri were among his favorite students.
In 1943 he went to live in Seregno where he continued to compose for piano, harmonium and accordion. He was awarded first prize at the Ricordi accordion competition for his “Theme and variations”.
In 1956 his “Danza fantastica” was chosen as the compulsory piece for competitors at the sixth world accordion contest in Danzica.

Pozzoli died in Seregno on the 9th November 1957.



Pieces for Piano

Impressioni Fascicolo I: 6 pezzi (127900)
Pagine minuscole 12 bozzetti (ER308)
Piccole scintille 15 pezzettini facili (129911)
Pinocchio Piccola suite (129061)
Riflessi del mare 3 pezzi caratteristici (121108)
Sonatina facile nello stile antico (129753)
5 Sonatine facili nello stile classico (ER2278)
Suono il pianoforte 19 piccoli pezzi (129754)
Studi a moto rapido (ER2188)
Studi di media difficoltà (ER83)
Studi sulle note ribattute (ER1847)

If these compositions are not available from music shops, candidates may request copies directly to BMG Ricordi s.p.a. Via Salomone 77 - 20138 Milano Italy.

vendredi 9 janvier 2009

Seduzione


L'arte della seduzione, si sa, resta un mondo misterioso, dai confini non perfettamente definiti e che può variare forma e interpretazione.
Gli studi e le analisi a riguardo tuttavia proliferano, svelando in alcuni casi interessanti dinamiche legate all'attrazione.
Lo studioso francese Nicolas Guéguen ha selezionato gli studi condotti a questo proposito da ricercatori di tutto il mondo, raccogliendoli nel libro Mi seduci e non lo sai, 100 esperimenti pratici per capire i nostri comportamenti amorosi (Rizzoli, 15 euro).
Ho estrapolato alcuni degli esperimenti più interessanti. Ecco cosa rivelano.

VERO e FALSO: chi si piglia si somiglia?
Le ricerche svolte a questo riguardo sembrano dimostrare che la tendenza sia quella di scegliere un partner simile.
In generale, affinché la coppia resista nel tempo, è scontato il fatto che debbano esservi comunanza di idee e condivisione di opinioni e valori.
Tuttavia, anche l'affinità fisica sembra essere un fattore di durata importante, infatti rappresenta un indicatore di soddisfazione matrimoniale soprattutto in quelle coppie i cui membri sono giudicati belli.
L'affinità a livello fisico, però, non è sempre tassativa: è stato infatti dimostrato che ci può essere un'unione perfettamente riuscita fra un uomo poco attraente, ma socialmente dominante, e una donna bellissima ma priva di carisma sociale.
VERO : il colore del vestito influenza il sex appeal?
È risaputo che il colore rosso riveste un'importante funzione di segnale sessuale negli animali e forse scatena lo stesso effetto anche nell'uomo. Alcuni studi hanno dimostrato che le preferenze femminili per il colore degli abiti variano a seconda delle fasi del ciclo: nel periodo fertile, infatti, si prediligono i colori caldi (rosso, giallo, etc.). secondo gli studiosi di psicologia evoluzionistica, sarebbe possibile individuare le fasi del ciclo attraverso gli abiti, il che potrebbe spiegare il maggiore interesse suscitato verso una donna che indossi tali colori. Gli studiosi di psicofisilogia hanno inoltre sottolineato che il rosso possiede la cosiddetta capacità di attivazione fisiologica e di eccitazione.

FALSO gli uomini guardano per prima il sedere?
I risultati di uno studio mostrano che, in una donna, gli uomini notano, nell'ordine, il seno (il 38 per cento dei partecipanti), il fondoschiena (il 24 per cento), le zone genitali (21 per cento), le gambe (il 18 per cento).

FALSO: gli uomini preferiscono il viso acqua e sapone?
La donna truccata risulta più attraente perché il make-up induce valutazioni più positive di alcuni tratti fisici e non. Dagli studi effettuati, i ricercatori hanno constatato che una stessa persona truccata, rispetto a quando è priva di trucco, è giudicata non solo più attraente, ma anche più sana e persino più benestante. Salute e fiducia sono parametri importanti per gli psicologi evoluzionistici, secondo i quali l'uomo, spinto dall'impulso riproduttivo, vuole trasmettere il suo patrimonio genetico.
Inoltre, le donne truccate manifestano una maggiore fiducia in se stesse e una soddisfazione più marcata riguardo al proprio aspetto esteriore. È possibile che questi auto giudizi più positivi le portino a sentirsi più attraenti e, di conseguenza, a lanciare segnali che gli uomini sono in grado di cogliere.

VERO E FALSO : si puo' sedurre un uomo soltanto con la voce?
Gli studi dimostrano che le caratteristiche sonore della donna influenzano i giudizi dell'altro sesso.
In generale, la voce è infatti legata alla bellezza per quanto riguarda il giudizio maschile. Si è peraltro notato che le caratteristiche della voce femminile cambiano non solo per effetto degli ormoni (pubertà, menopausa), ma anche del ciclo, facendosi più intensa e modulata.
La voce, in definitiva, potrebbe servire agli uomini per intuire il potenziale di fecondità che è un elemento molto ricercato dagli uomini.

FALSO : gli uomini sono più sinceri con una donna bella?
Una recente ricerca dimostra che gli uomini tendono a mentire con più facilità a chi è particolarmente bella.
Poiché si ritiene che una persona bella sia più difficile da sedurre, occorre usare argomenti non sempre veritieri, o che appaiono decisamente abbelliti. La menzogna servirebbe a impressionare e dunque ad aumentare il sex appeal. Potrebbe anche servire per proteggersi, poiché eviterebbe la delusione legata a una palese disuguaglianza fra due individui, o a cautelarsi contro il dolore associato al rifiuto, un'eventualità frequente quando si corteggia una persona bella. È prevedibile che chi non è particolarmente bello sul piano fisico tenda a mentire di più.

FALSO : le donne alte piacciono di più?
Per quanto riguarda la partner ideale, le ricerche hanno dimostrato che gli uomini preferiscono di gran lunga le donne di media altezza.
In generale, quindi, le donne alte risultano con un potenziale inferiore di partner, poiché gli uomini preferiscono essere più alti della loro compagna.

FALSO : gli uomini preferiscono le bionde?
Quello della "supremazia" della bionda sulla bruna è un luogo comune da sfatare. Ciò che pensano le donne, infatti, non sembra affatto corrispondere alle preferenze maschili. Da un recente studio condotto sull'argomento, il 45 per cento degli uomini interpellati ha espresso la preferenza per donne brune, contro il 37 per cento delle bionde e il 18 per cento delle rosse.

VERO :gli uomini preferiscono i capelli lunghi?
Recenti studi dimostrerebbero la tendenza maschile a preferire donne con i capelli lunghi. Nello stesso tempo è stato riscontrato un nesso positivo fra lunghezza dei capelli e potenziale riproduttivo: le donne che hanno avuto molti figli tendono ad avere i capelli più lunghi.
In definitiva, quindi, per i ricercatori la lunghezza e la qualità della chioma fungerebbero da indicatore di giovinezza e salute. La chioma potrebbe quindi aiutare gli uomini a capire il potenziale riproduttivo della proprietaria, un parametro importante nel giudizio sull'altro sesso.

FALSO gli uomini preferiscono le donne spiritose?
Se da un lato è dimostrato che gli uomini hanno tutto l'interesse a puntare sull'umorismo in fase di conquista, per le donne non sembra essere un'arma vincente. Secondo gli studi condotti sul fenomeno, pare infatti che gli uomini preferiscano le donne capaci di apprezzare l'umorismo, ma non necessariamente spiritose. Secondo i ricercatori la ragione andrebbe individuata nel fatto che le donne spiritose potrebbero apparire dotate di tratti tipicamente maschili, quali la dominanza. E questa non è certo una caratteristica che l'uomo cerca in una donna.

mardi 6 janvier 2009

La Carra'


Scoppiettante Raffaella Carrà!
La show-girl bolognese, Raffaella Carrà é tornata in Rai. Meno sorprese e più intrattenimento è l'intenzione degli autori, seppur snaturando quello che è il vero e proprio marchio della "carrambata".
Raffaella Carra':il suo grande ritorno in tv con'Carra'mba che fortuna'legato alla Lotteria e quindi con piu' spettacolo, sorprese, distribuzione di premi.
Ha anche 40 'boys'

Non e' pero' l'unico progetto televisivo della showgirl: ''In autunno, realizzera' un altro progetto come autrice, il suo sogno nel cassetto: avvicinare i bambini alla musica classica facendoli divertire.
'Il Gran Concerto', questo il nome delprogramma, e' firmato da lei e da Sergio Japino: sara' condotto da Alessandro Greco, ogni domenica mattina su Raitre, dal 7 settembre.
Ma non émalata di video, non ne sente la mancanza.Le piace fare televisione, ma se non trova l'idea giusta, il progetto che l' emoziona, preferisce non lavorare e dedicare ilsuo tempo agli affetti.

La Carra' passa in rassegna alcune showgirl della tv italiana che sono state piu' volte indicate come sue eredi.
"Simona Ventura e' molto diversa da me e ha gia' una sua popolarita' ben definita. Maria De Filippi nasce come autrice, quella della show-woman e' una figura diversa. Michelle Hunziker l'ho indicata spesso come mia erede, ma lei, come la Ventura e la De Filippi, e' assolutamente unica. Solo questa e' la forza, non copiare nessuno''.

Una piccola stoccata, nemmeno molto piccante, alla Simona Ventura che recentemente l'ha tirata in causa in maniera poco carina nella sua biografia, definendola "fuori liceo, dentro museo"e la presentazione dello show, di cui lei curerà il solo dietro le quinte, che andrà in onda su RaiTre con la presentazione di Alessandro Greco. "Non esistono eredi", afferma. Ed è pur vero, è impossibile smentirla. Ogni artista, che sia definibile come tale, a mio parere, è dotato di quella personalità, di quel carattere che, si spera, lo renda unico ed indistinguibile. E quando ciò non accade, indipendentemente dalla professionalità, la carriera televisiva è a dir poco dura, non trovate?

dimanche 4 janvier 2009

Grete Stern

foto e fotomontaggi di Grete Stern

foto presa da Horacio Coppola, suo marito, rappresentando Grete e la figlia Silvia














Questo pomeriggio non sapendo cosa fare in una domenica fredda e senza sole, ho avuto l'idea di andare al museo.





In un gazzettino della città di Besançon ho letto che al Muse d'Arte e di archeologia c'erano delle visite guidate e gratuite (super!, sono in bolletta!) su un'espozione della fotografa tedesca, ebrea e argentina Grete Stern che alla base é grafista (come me!)



Dunque, piena di buone intenzioni di cultura e di ecologia (..o di economia?) ho preso l'autobus (brrr..aspettare l'autobus al freddo non é un piacere, ma mi dico che é per il mio bene) e sono scesa in piazza "de la révolution" dove c'é il museo.
Appena arrivata, l'hall é pieno de gente, ma trovo una hostess molto simpatica che mi spiega tutto : dove trovare la persona che fa la guida dell'esposizione di Grete Stern, i documenti a disposizione per documentarmi sulla fotografa, dove si svolge la visita (primo piano, signorina!)
Che bella esposizione!! Sono troppo contenta di aver passato finalmente un pomeriggio intelligente.


Vi trasmetto quindi con piacere (in frances e un po' in italiano) tutto quello che ho imparato su questa artista affascinante.
Grete Stern est une photographe allemande née en 1904 à Elberfeld, Wuppertal (Allemagne), et décédée le 24 décembre 1999 à Buenos Aires (Argentine).

Études primaires à Wuppertal puis à Londres où son père va travailler. Elle apprend le piano et la guitare et commence à étudier les arts graphiques à Stuttgart en 1923. En 1927, le photographe Otto Umbehr lui suggère d'étudier la photographie et deviendra l'élève de Walter Peterhans. En 1929, elle crée un studio de dessin et de photographie avec son amie Ellen Auerbach, baptisé à partir de leurs surnoms d'enfants « ringl + pit ».
Elle travailla pendent deux semestres dans l'atelier de photographie du Bauhaus, à Dessau-Roßlau, puis émigra en Angleterre à la fin de 1933 suite à l'arrivée au pouvoir d'Adolf Hitler.
En 1934, elle ouvre à Londres un studio de photographie et de publicité, puis elle se marie en 1935 avec le photographe argentin Horacio Coppola, rencontré au Bauhaus.
En 1937 elle ouvre avec son mari un studio de photographie et de publicité à Buenos Aires et commence à réaliser des portraits d'artistes et d'intellectuels argentins.
Une fille, Silvia, naît du couple.
Le studio ferme en 1938. Il était dédié à la photographie publicitaire, mais ce domaine étant trop peu développé en Argentine, ne permet pas à la famille d'en vivre. Entre temps, Grete et son mari participent aux organisations de solidarité qui accueillent en Argentine les réfugiés juifs et d'autres personnes persécutées par le régime nazi.
En 1943 elle monte sa première exposition individuelle en Argentine et divorce d'Horacio Coppola.
D'autres expositions suivent, toutes consacrées aux portraits, sauf une, où l'on peut aussi voir des paysages.
En 1948 elle a l'occasion de participer à un projet d'inventaire architectural et artistique des richesses de Buenos Aires.
Il en résulte une série de plus de 1500 clichés qui sont un témoignage sur l'état de la ville au milieu du XXe siècle. Par la suite, elle a l'occasion de faire montre de ses talents de paysagiste, en parcourant l'ensemble du pays jusqu'à la Terre de Feu.
Entre 1948 et 1952, sur une suggestion du sociologue Gino Germani, elle réalise chaque semaine des photomontages pour illustrer des rêves dans la section « La psychanalyse vous aidera » (El Psicoanálisis le ayudará) de la revue argentine « Idilio ».
Près de 150 photomontages ont ainsi été publiés pendant trois ans, sous divers titres tels que Niño flor, Artículos eléctricos para el hogar, Fracturas, El ojo eterno...
Grete les présente au milieu des années 1950 à la faculté de psychologie de l'Université de La Plata puis, en 1967, à Buenos Aires en collaboration avec la poétesse Elva de Lóizaga.
Entre 1956 et 1979, elle est appelée par Jorge Romero Brest, directeur du Musée national des Beaux Arts d'Argentine, pour organiser et diriger l'atelier photographique du musée.
En 1958 elle acquiert la nationalité argentine.
En 1959 et 1960 elle enseigne la photographie à l'université.
En 1975 elle monte sa première exposition photographique en Allemagne, dans les locaux de le Bauhaus-Archiv de Berlin. En 1978 elle participe à l'exposition sur la photographie expérimentale en Allemagne de 1918 à 1940, qui se tient à la Galerie du Levant, à Munich. Une grande rétrospective de son œuvre photographique et graphique lui rend hommage en 1981 à la « Fundación San Telmo » de Buenos Aires.
Grete Stern abandonne la pratique photographique en 1985, suite à la diminution de son acuité visuelle, et se retire de son équipe d'anciens élèves et de collaborateurs.
Elle eu 2 enfants, Silvia e Andres.
Comme Ilse Bing et Ellen Auerbach, la photographe allemande Grete Stern connaît le foisonnement des avant-gardes en Allemagne dans les années 1920 puis l'exil.
C'est la richesse de ce double héritage que l'exposition du musée des Beaux-Arts et d'Archéologie de Besançon souhaite mettre en lumière, de l'Allemagne du Bauhaus où l'artiste intègre le langage de la modernité, à l'Argentine et au Buenos Aires cosmopolite de Borgès qu'elle découvre avec son époux, le photographe Horacio Coppola.
L'exposition rend hommage à ce parcours original en présentant un ensemble exceptionnel d'oeuvres réalisées entre 1923 et 1950, dont une centaine de photographies réalisées au sein du studio Ringl + Pit fondé avec Ellen Auerbach et lors de son exil argentin.
Après la présentation de la série 'Sueños' à Arles en 1996 et à la Galerie 213 à Paris en 2002, cette manifestation sera la première exposition monographique consacrée à l'artiste en France.
Ellen Auerbach (nata Rosenberg Auerbach), l'amica e socia "Pit" diminutivo dato dai suoi amici di "pepita" perché era glamour e "preziosa") (Karlsruhe, 20 maggio 1906New York, 30 giugno 2004) è stata una fotografa tedesca.
Conosciuta a livello internazionale ancora con il suo nome di nascita fino agli
anni '30, grazie alla sua opera realizzata insieme con l’artista Grete Stern, con la quale allestì a Berlino lo studio fotografico ringl + pit (dai nomi usati per chiamarle).
Il suo lavoro apportò anche significative innovazioni nell’ambito delle fotoritratto e della pubblicità.
Influenzò numerosi fotografi europei ed americani

Qualche commento da blogs qui e là ..
Si une photographe me fait de l'effet, c'est bien Grete Stern, née en Allemagne en 1904, devenue citoyenne argentine en 1958, elle a fui le nazisme en 1933 et les vents l'ont poussée de l'autre côté de l'Atlantique. Je ne sais pas si c'est avec son mari Horacio Coppola ou si c'est par goût personnel, mais j'aimerais pencher pour cette solution, qu'elle aborde le monde de la photographie et de la publicité de front avec ce sens de l'humour et du dérisoire qui lui sont si particuliers. J'aime son humour, sa dérision, sa douleur, son attachement au surréalisme. J'aime ses qualités de composition qui ne sont jamais mises de côté, j'aime son talent tout simplement. Fatiguée, elle nous a quitté le 24 décembre 1999 à 95 ans... près de 75 ans de création... ça se salue, non?

Su Horacio Coppola (suo marito)

Natif de Buenos Aires, Horacio Coppola s’impose comme une figure caractéristique des échanges artistiques et culturels qui firent de cette ville un relais essentiel entre l’Amérique latine et l’Europe. Cette première exposition rétrospective en Espagne accorde toute son importance à la capitale argentine que le photographe sut saisir sous divers angles. Motif central de sa démarche, la metropolis porteña obéit aux mêmes caractéristiques que ces villes européennes qu’on associe à la Nouvelle Vision. 125 épreuves et 4 films permettent de situer la démarche de Coppola dans ce contexte.

Des voyages qu’il effectua en Allemagne, en Angleterre, en France ou encore en Hongrie se détachent des séries d’images plus volontiers centrées sur des motifs « anecdotiques ».
Semblant retenir l’attention du photographe pour leurs valeurs formelles, on découvre un mannequin dans une vitrine de Berlin, des ombres dessinées au coin d’une rue de Budapest ou encore, parmi les films projetés, Un dique del Sena, datant de 1933-1934, rappelant cette série de Germaine Krull sur les clochards de Paris. Autant de détours et d’échos qui contribueraient à restreindre les images d’Horacio Coppola à celles d’un émule des courants européens.
Si son répertoire s’est diversifié en Europe, son attitude est restée celle de « l’étudiant étranger » pour qui l’apprentissage consistait à définir le cadre de son propre style.
Au cours de son second voyage en Allemagne (1932-1933), il fréquente le Bauhaus, alors dirigé par Mies Van Der Rohe et y rencontre Grete Stern qui travaille sous la direction de Walter Peterhans.
En marge de ses contacts décisifs qui orientèrent le parcours de Coppola, celui-ci put aussi mesurer l’importance qu’occupait la photographie dans un processus de renouvellement des formes, une importance qui stimula ses ambitions. Après avoir enrichi son approche du médium, c’est avec plus de systématisme qu’il va dresser les grandes lignes de son travail dans lequel l’architecture jouera un rôle de premier plan.

Cette idée d’une pratique mise au service de la réalité contemporaine, de son rythme et de ses traits expressifs, l’a certainement conforté dans un projet qui trouva très vite une reconnaissance dans son pays.
Coppola participe en effet à ce dense mouvement d’affirmation d’une présence argentine au sein des dialogues internationaux de la Modernité ; les discours que celle-ci engagea ont sans doute définitivement précisé leur sens dans l’idée d’échange et d’appropriation, dans la dimension cosmopolite de leur déploiement.
En 1931, Victoria Ocampo tenait à mettre en avant le lancement de sa revue
Sur en s’adressant à son « généreux ami » Waldo Frank : « Après votre départ, je me suis retrouvée dans les mêmes conditions que celles d’un malade dont les symptômes sont encore vagues et que le médecin laisse dans une période d’incubation.

L’idée de la revue était pour moi, au moment de m’embarquer pour l’Europe, comme ses douleurs névralgiques qu’on ne peut précisément localiser (…)
Une fois à Paris, je compris que le projet m’avait rattrapée (…) je me souviens qu’on me demanda, le plus sérieusement du monde, si ma revue entendait tourner le dos à l’Europe. Simplement parce que je déclarais que son but premier consisterait à étudier les problèmes qui nous concernaient, nous les Américains, de façon vitale.
Tourner le dos à l’Europe ! Entendez-vous tout le ridicule de cette phrase[1]?» Avant de se fixer à nouveau en Argentine, elle prolongea ce dialogue fondateur avec Waldo Frank en se rendant à New-York où elle rencontra Stieglitz ; celui-ci lui offrit deux épreuves tirées de ses séries Equivalents.
Dès le début, l’équipe de rédaction intégra la photographie dans la revue de façon autonome et dans le numéro 4, Coppola présenta sa série Siete temas, Buenos Aires : quatre planches hors-texte où ses vues de la ville rappelaient la mise en page du Paris de Moï Ver publié la même année.
C’est au sein de ce groupe d’intellectuels et d’artistes argentins que Coppola travailla, avec Borges notamment, à « sonder » le territoire urbain, à en révéler les mystères. Si Jorge Shwartz a tenu avant tout à souligner l’influence de la Nouvelle Vision dans sa démarche, il a laissé de côté cette présence plus ouvertement poétique qui habite certaines images. L’une des premières photographies de Coppola, Mundo propio, de 1927, est un assemblage hétéroclite d’objets ; d’un tiroir ouvert, on découvre un masque, une ampoule, une règle et des notes, disposés là par le seul désir d’ « animer » l’image.
Détournement d’objets ou volonté graphique, cette composition n’en adopte pas moins les traits respectifs pour en forcer l’étrangeté.
Ce mannequin en vitrine qu’on évoquait plus haut, se présente en pleine démonstration de séduction envers le photographe dont on aperçoit le reflet, comme pour mieux caractériser la vie de ces objets qui en semblent dépourvus.
Cette autre dimension apparaît plus tard, de façon différente mais toujours présente, dans les diverses séries qu’il réalise.
Après 1930, sans pour autant délaisser l’objet, Coppola réalise la part essentielle de son travail en fixant son attention sur les rues de Buenos Aires.
Il alterne des recherches plus formelles prenant pour motif les matériaux et les éléments de construction qui s’accumulent sur les chantiers, avec des vues plus directes suivant les rythmes de la ville.

En fait, ces exercices de style lui ont donné la possibilité de trouver le ton juste, de préciser les nuances à travers lesquelles il veut voir se dessiner la scène. Il arpente la ville, ses rues et ses trottoirs, ses terrasses de cafés et ses cinémas. Il saisit la foule d’anonymes, les élégantes ajustant leurs chapeaux, les hommes dont le costume s’uniformise sur l’image en noir et blanc. Ses personnages, toujours pressés, apparaissent souvent au premier plan pour laisser le regard suivre la perspective de la rue ou de l’avenue et mesurer la hauteur des façades. Des rues commerçantes aux docks du port, Buenos Aires apparaît comme prise dans un flux continu et Coppola en accentue la rapidité par des vues aériennes qui laissent deviner les frontières sans cesse repoussées par de nouvelles constructions. Le style de Coppola acquiert en ce sens un aspect très « cinématographique[2]».
En 1936, la municipalité le met en charge de réaliser et compiler des images pour commémorer les 400 ans de la fondation de la ville.
L’album spiralé Buenos Aires paraît donc la même année avec en couverture des montages de Grete Stern.
Selon des thématiques définies à la même époque par Benjamin, on pourrait bien sûr envisager ses images comme une nouvelle traduction de la ville et des motifs poétiques qu’elle recèle. Toutefois cette vision argentine de Buenos Aires permet surtout de s’interroger sur cet imaginaire urbain précisément lié à la photographie et grâce à laquelle il se met en forme. Un an plus tôt, Coppola collaborait avec Christian Zervos en signant les photographies de L’art de Mésopotamie, dont Zervos souligna leur capacité à faire « ressortir de façon étonnante le sentiment profond qui se dégage » de ces pièces illustrant l’ouvrage.
Des statuettes mésopotamiennes à l’Obélisque de la place de la République argentine, Coppola se concentre sur la surface de l’objet.
Lorsqu’il proposait une approche théorique de son travail, il précisait : « …cette matière, cette surface, forme un volume, reflète une partie de la lumière posée sur elle, ce sont des objets visibles, ce sont des objets qui existent pour la caméra photographique ».
La réalité de la ville pour Coppola trouve en effet son sens esthétique dans cette « visibilité » et c’est par le fait même d’apparaître à la vue que ces fragments du territoire urbain se transforment.
La nuit joue en ce sens un rôle primordial et l’espace-temps que l’album renferme donne l’impression d’un Buenos Aires plongé de façon continue dans l’obscurité. En photographe du noir plutôt que du blanc, Coppola dessine les contours sensuels des enseignes lumineuses se détachant de la nuit, capte dans un flou le mouvement des danseurs sur un parquet brillant.
En travaillant les effets du noir, il explore les ressorts plastiques de la lumière qui donnent à ses images un grain et une matière denses.
Les nuances argentées que les lumières électriques produisent sur la chaussée consistent en une sorte de métamorphose organique ; la surface pavée s’apparente à la peau d’un reptile pour mieux faire sentir le mystère.
Les accents carnavalesques de l’affichage publicitaire peuvent aussi transfigurer le paysage ; ces « grosses têtes » de réclame en façade d’un bâtiment au pied duquel se pressent de petits passants se jouent des proportions de façon étonnante. Coppola use souvent de ces disproportions pour appuyer ses compositions et les rapports d’échelle lui servent à en délivrer le « sens ».
La géométrie et le détail sont, selon Jorge Shwartz, deux des principales lignes de force du travail de Coppola. Une dynamique particulièrement perceptible lorsqu’on associe la série de photographies de l’obélisque et Asi nacio el Obelisco, film qu’il tourna au même moment. Le contraste entre ses deux démarches laisse clairement entendre qu’il laisse à la photographie le pouvoir de mettre en scène la monumentalité du motif choisi.
Alors que le film se charge de témoigner de la mise en place de ce symbole, l’image intitulée Obelisco en illustre la force. Un « classique de la modernité » selon Francisco Serrano, formule qui pourrait prendre le parti d’une relecture historiographique du phénomène photographique. La place occupée par le photographe argentin au sein d’une dynamique réellement internationale laisse en effet la possibilité de préciser certaines postures ; à l’image de Victoria Ocampo évoquant la genèse de Sur, la photographie de Coppola trouve toute son importance dans la complexité des rapports à l’autre et des visions croisées qu’elle suppose.

samedi 3 janvier 2009

La vraie recette de la galette des rois franc-comtoise


Specialità della regione,Franca Contea, la "Galette" si mangia nel giorno dell'Epifania.

All'interiore del dolce c'é una fava, chi la trova é proclamato il re o la regina della festa e fà quello che vuole dei sui sudditi (no, scherzo..) e ha una bella corona dorata sulla testa (un po' ridicolo, ma é la tradizione)

Préparation : 30 min

Cuisson : 45 min

Ingrédients (pour 6 personnes) :- 1/2 litre de lait - 200 g de beurre en morceaux - 10 cuillères à soupe de sucre - 2 paquets de sucre vanillé - 2 cuillères à soupe de fleur d'oranger - 250 g de farine - 6 oeufs

Préparation :

Préchauffer le four à 150°C (thermostat 5).

Faire chauffer doucement le lait et le beurre; lorsque celui-ci est fondu, ajouter les sucres et la fleur d'oranger.

Faire chauffer le tout à feu doux; lorsque le mélange est sur le point de bouillir, verser d'un seul coup la farine.

Remuer à l'aide d'une cuillère en bois jusqu'à former une grosse boule de pâte.

Baisser le feu, et continuer à travailler la pâte en boule quelques minutes.

Laisser refroidir, puis ajouter les oeufs un à un, tout en mélangeant.

Chemiser un moule à tarte (beurrer puis fariner pour faciliter le démoulage), y étendre la pâte. Ne pas oublier la fève !

Bien lisser le dessus, et dessiner un quadrillage.

Enfourner pendant 45 min environ (bien surveiller).

Quand c'est bien doré, c'est prêt !

Bellissime, sexy, ..e piccoline

Janet Jackson 1.60
Vanessa Paradis 1.60
Gloria Estefan 1.58
Anastacia 1.55
Madonna 1.58
Nelly Fortado 1.55






















Shakira 1.58
Kylie Minogue 1.54
Avril Lavigne 1.56

























Christina Aguillera 1.56






Dakar : les concurrents paradent dans Buenos Aires


Les 500 véhicules engagés dans l'édition 2009 du Dakar ont paradé vendredi après-midi dans les rues de Buenos Aires à la veille du départ de l'épreuve qui doit traverser pendant deux semaines l'Argentine et le Chili.
Les rues ensoleillées de la capitale argentine ont résonné jusque tard dans la soirée des moteurs vrombissant des participants, qui ont tous effectué un circuit de 5 km entre le parc fermé, situé à l'est de la ville, et l'Avenue du 9 juillet, principale artère de Buenos Aires, percée en son milieu par un obélisque géant.

Le quad N.279 du Français Yann Pignet a été le premier à s'élancer.

Comme la veille, où 60.000 spectateurs étaient venus assister aux vérifications techniques, le Dakar a attiré des milliers de gens sur les bords de la route, avant-goût de ce qui attend les concurrents tout au long de l'épreuve.

Au total, 217 motos, 177 autos, 81 camions et 25 quads participent à cette 30e édition du rallye qui a délaissé l'Afrique pour la première fois de son histoire. L'arrivée est prévue le 17 janvier à Buenos Aires, après 14 étapes et plus de 9000 km de course.
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jeudi 1 janvier 2009

Berlusconi su Facebook


E dopo i sondaggi, ecco Facebook.

Trionfa anche lì, Silvio Berlusconi, e dire che è il politico italiano che meno si appassiona alla “vita” on line. Walter Veltroni, per dire, è stato uno dei primi a sbarcare sul “libro delle facce”, e ogni giorno aggiorna la sua home page, si iscrive a gruppi di discussione, interagisce con i suoi contatti.

Nella famiglia Facebook però, è il premier a contare più “parenti”: oltre 40mila, contro i 17.678 sostenitori del leader del Pd. La classifica l’ha stilata il sito Clandestinoweb.

Dopo il suo appello, assicura il sito che ha tra i curatori Luigi Crespi, Silvio Berlusconi è riuscito a superare i 40mila fans e arrivare in vetta alla classifica.

Al secondo posto si è piazzato il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta che, con quasi 26mila fans, è vicino al testa a testa con Umberto Bossi a oltre 25mila sostenitori.

Del resto, il ministro anti-fannulloni ha preso molto sul serio la possibilità che il social network offre ai politici per comunicare, soprattutto con i giovani, e infatti non ha mancato di “postare” on line, scatenando un dibattito che ha raccolto centinaia di commenti in poche ore, la sua proposta di portare a 65 anni l’età pensionabile delle donne.

E che facebook sia considerato ormai un modo per “avvicinarsi” all’elettorato, lo confermano anche gli auguri di Natale che sulla sua home page ha lasciato, con un video, anche il ministro degli Esteri Franco Frattini.

Tornando alla classifica, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini resta fuori dal podio, ma è in ascesa con oltre 23mila amici. Al quinto posto si è confermato il segretario del Pd Walter Veltroni con 17.678 sostenitori, seguito dal presidente della Camera Gianfranco Fini, in forte crescita con quasi 10mila sostenitori.
Settimo è il governatore Sardo Renato Soru con oltre 8mila fans.
È scivolato invece all’ottavo posto Antonio di Pietro, unico ad avere perso negli ultimi giorni quasi 3.000 sostenitori, circa un terzo dei suoi fans.
Al nono posto, il ministro alla Difesa Ignazio La Russa, che si difende bene con i suoi 8.376 fans, seguito dal titolare dell’Economia Giulio Tremonti con 6.115, Massimo D’Alema con 4.390, Romano Prodi con 3.154, Anna Finocchiaro con 2.497, Pier Ferdinando Casini con 2.335, Roberto Calderoli con 2.295 e Marco Pannella con 1.686.

Bollicine..





Tra perlage rosé e cuvée stilo la top list dei brindisi effervescenti..
Una lista di bollicine..

Un champagne brut di Dom Pérignon, da 250 euro (magari da abbinare all’ultima iniziativa della maison francese, il photo book di icone del jet-set A Beautiful Set, Leonardo International).';
Brut Impèrial Moët & Chandon con cristalli Swarovski.

Personalizzazione delle bottiglie su richiesta negli Atelier Moët (info tel. 02 6714111).';

Cuvée N°732 di Jacquesson, 48 euro, distribuito da Pellegrini...

Il più fashion degli champagne? Il rosé. Come un Krug d’annata, 370 euro.

Come i veri protagonisti: arriva all'ultimo, è delle volte proibitivo (nei prezzi) ed è limited.


Da custodire gelosamente per l'ultimo dell'anno o da esibire sui banchetti di Natale.

Dal Dom Pérignon al G.H. Mumm di DSquared, le bollicine non lasciano indifferenti nessuno.

Se si deve sacrificare qualcosa dai sontuosi cenoni, lo champagne rimane saldamente al centro tavola. E il brindisi deve essere all'altezza.