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dimanche 20 décembre 2009

Modelle Over Size contro l'anoressia


Sei modelle Plus-Size sono state le protagoniste di una campagna sociale, unite contro i disturbi alimentari più conosciuti: anoressia e bulimia.
Elisa D’Ospina, Mjriam Bon, Marina Ferrari, Aija Barzdina, Valentina Fogliani (nella foto) ed Eleonora Finazzer, testimonial di importanti griffes di moda sono state immortalate dal fotografo Luca Patrone.

In questi scatti possiamo ammirare la bellezza della donna con le sue curve e con qualche chilo in più come risposta a quei modelli sempre più restrittivi che la moda continua ad imporre.“ Insieme si può fare!” è stato lo slogan con il quale le modelle hanno voluto ribadire il proprio impegno in prima persona nella lotta contro le sofferenze legate al cibo: proliferano infatti su web centinaia di blog e portali pro-anoressia e pro-bulimia dove le utenti si scambiano suggerimenti su come perdere peso con tecniche pericolose e discutibili.
Con la loro bellezza, le sei modelle dimostrano che le curve possono essere vissute ed esibite con naturalezza ed eleganza.

Perché “Curvy Can!”
Un messaggio che incita l’autostima e l’amor proprio..
Le modelle supermagre che si vedono in tv non sono certo la causa delle scelte di molte adolescenti; semmai sono il cerino che infiamma una benzina ormai versata.
La loro autostima era basata unicamente sul risultato e per questo erano pronte a rischiare tutto.

La modella Isabelle Caro, usata e – a suo dire – abbandonata, da Oliviero Toscani per la campagna contro l’anoressia, ha posato per delle sconvolgenti foto che la ritraevano nuda pelle ed ossa; in un’intervista Isabelle racconta di aver smesso di mangiare a 12 anni perchè la madre, malata di depressione, non voleva che lei crescesse, che diventasse adulta.
Queste testimonianze dovrebbero farci riflettere.

Alcune informazioni utili:
Nell’ultima fase della malattia il calo ponderale è notevole (la riduzione è almeno del 15-20% del peso ottimale) e la mente comincia a mostrare segni di cedimento, con il calo della concentrazione, la perdita di memoria e di capacità di giudizio critico e disturbi frequenti del sonno.
Nel 15-20% dei casi di anoressia si arriva alla morte del paziente.
Esistono oggi centri specializzati per la cura dell’anoressia, ma il primo passo della terapia consiste nella presa di coscienza del problema da parte del paziente e di chi gli vive vicino. Nonostante la complessità della malattia, se affrontata da medici esperti e con la collaborazione del malato e dei suoi cari, la guarigione può essere totale fino al ritorno a una qualità di vita normale.

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