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samedi 14 mars 2009

Made in Milan

Prodotti di consumo, buoni e belli, come antidoto alla crisi.
In quel mobilificio che è la Brianza, ci s’interroga sulla purezza delle idee e sul rapporto tra genio e industria.

Con illustri maestri, nuove promesse già mantenute e qualche stoccata al made in Milan...

La mostra giusta, nel posto giusto, in un momento che - a essere ottimisti - può anch’esso considerarsi giusto.

Il buono, il brutto e il cattivo. Il Good Design tra storia e futuro è l’esempio di un piccolo grande evento culturale.
Piccolo nelle dimensioni, nel voluto e giusto low profile; ma grande nella vitalità, negli spunti, nella capacità di fondere globale e locale in un racconto omogeneo.

Dici Giussano e pensi, con le vicine Meda e Lissone, all’industria del mobile.
Un’industria che, storicamente, significa qualità e ricerca.

E non è un caso se tra gli sponsor - e tra i curatori - si leggono nomi che, proprio da queste parti, evocano e ispirano suggestioni di design. L’idea è forte e chiara: leggere e interpretare la più alta espressione di un territorio e interrogarsi su quali visioni possa suggerire per il futuro; indurre ad affrontare il clima di recessione e depressione imprenditoriale rischiando nella fantasia, nell’innovazione, nel “bello”. Un progetto interessante e che non può dirsi casuale: è il quarto anno consecutivo che a Giussano si dà spazio ai protagonisti del design, con ospiti che vanno da Vico Magistretti a Ettore Sottsass, passando per Castiglioni e Bellini; per mano di una curatela che ha individuato nel format della “testimonianza” (oggetti in mostra, certo, ma soprattutto i report d’incontri e interviste a tecnici e opinion leader) un modello riuscito e avvincente.
Tre piccole sale nella rinnovata Villa Sartirana per tre esempi differenti di interpretare funzionalità, estetica e armonia dell’oggetto: un incontro con i prodotti simbolo di Brionvega, Braun ed Apple.

Come dire: uno sguardo al più puro e razionalista made in Italy; e il confronto deciso tra due scuole lontane nel tempo, nello spazio e nella filosofia, eppure entrambe vincenti.
Da una parte il più limpido e ferreo rigore, la standardizzazione delle linee e delle forme quasi a prescindere dalla funzione; dall’altra invece il dinamismo emergente e futuribile della fantasia al potere.

Tre storie raccontate attraverso gli oggetti: dalla radio Brionvega TS522 (il mitico “cubotto” giallo) fino a i-Pod e i-Mac.
Tre storie raccontate attraverso le testimonianze scritte o audio-video di architetti, designer, imprenditori, curatori, artisti, chiamati a definire cosa sia il buono, il brutto o il cattivo design.

In mezzo l’omaggio a Marco Zanuso, una rapida puntata nell’universo immaginifico di Bruno Munari, il decalogo di Dieter Rams con le regole d’oro per arrivare all’oggetto perfetto: molteplici gustosi assaggi di un discorso complesso e affascinante. Discorso affrontato nel brillante vernissage dagli architetti Vanni Pasca e Cini Boeri, dall’imprenditore Ennio Brion e da Mario Bellini, che di design se ne intende, se è vero che al Moma conservano un numero di suoi pezzi superiore a quello dei lavori di Sapper o Munari.

Ne è emerso un quadro vivace, tra speranze e nostalgie, “ho fatto” e “farei”, con tanto di (chissà quanto) bonaria tirata d’orecchi a Milano e al suo, tanto atteso e poi discusso, Museo del Design.

Il Good Design tra storia e futuro a cura di Didi Gnocchi e Francesca Molteni

Villa Sartirana
Via Carroccio, 2 - 20034 Giussano (MI)
Orario: da martedì a venerdì ore 15-18; sabato e domenica ore 10-12 e 15-18.30Ingresso libero
Info: tel. +39 0362358250; cultura@comune.giussano.mi.it

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